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PAESAGGIO CON FUNGHI

Sicuramente molti di voi preferiscono il risotto con i funghi, o la polenta, lo spezzatino, le fettuccine…  ma il paesaggio è un’altra cosa.

Così come è un’altra cosa aggirarsi nei boschi senza la smania di raccolgierne il più possibile calpenstando tutto e rovinando i funghi che non sono commestibili.

Ora, mi direte, il fungo se non lo mangi a cosa serve?

Ve lo spiego la prossima volta.

 Ma adesso torniamo a loro, al momento in cui hanno sentito impellente il bisogno di mettere la testa fuori, di andare a vedere cosa succede là sopra aprendosi la strada tra il terreno soffice, i muschi, le foglie umide di rugiada.

Eccone uno con ancora appiccicate delle foglie che però lo proteggono da sguardi troppo indiscreti, ecco una famiglia di mazze di tamburo che farebbero la gioia di percussionisti africani, ecco la famosa amanita muscaria, il primo fungo che i bambini piccoli colorano sui loro quaderni.

Fa caldo nel bosco, c’è un microclima (temperatura-umidità) che i funghi conoscono e sanno che è il momento per andare a vedere i colori dell’autunno, per respirare le prime nebbie, per farsi accarezzare dagli ultimi tiepidi raggi di sole.

E però la sorpresa è anche nostra, perchè è innegabile la sopresa e la gioia ogni volta di vedere un fungo nel bosco (pure se non siamo “fungiatt” incalliti).

Così mentre sto cercando la posizione giusta per uno scatto, mi giunge squillante la voce di un bambino:

– Papà, papà… vieni… un fungo !!!

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IL FUNGO DELLA SHELL

In questa stagione povere di funghi (almeno nella mia zona) questo fungo molto vistoso  balza subito all’occhio. E’ possibile osservarlo sia in primavera che a tarda estate-autunno, quindi anche in questo periodo.

Ancora prima di scoprirne il nome scientifico (laetiporus sulphureus) l’ho ribattezzato il fungo della shell senza voler fare  pubblicità gratuita a una compagnia petrolifera ma perchè la sua forma ricorda una conchiglia e guarda caso ha proprio i colori della conchiglia di quel marchio.

Sulphureus rimanda invece al  colore giallo zolfo della parte inferiore.

Appartiene ad un genere di funghi chiamati saprofiti che si attaccano direttamente ai tronchi degli alberi  e cresce non solo sulle ceppaie morte ma anche sui tronchi vivi, anche a una certa altezza, soprattutto sul prunus serotina (ciliegio tardivo).

Può assumere dimensioni notevoli (fino a 50 cm di larghezza e può svilupparsi anchein altezza con la tipica struttura a mensoline sovrapposte come nella foto).

E’ commestibile?  in Inghilterra dicono di sì e lo chiamano chicken of the woods, ovvero gallina dei boschi per l’aspetto simile a una cresta di gallo o di gallina.

Anche in Italia, se il fungo è giovane, qualcuno lo mangia. Ma la sua commestibilità è alquanto controversa. Altri dicono che se lo mangi mimimo ti viene un bell’attacco di gastroenterite.