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STROBI, LARICI E ALBERI DI NATALE

Non me l’aspettavo,

No, non pensavo di incontrarli in questo bosco di Querce rosse e farnie, violentato da una linea elettrica.

Le querce rosse regnano sovrane e, in questo periodo, bellissime, con le foglie dai colori scarlatti che disegnano arabeschi contro l’azzurro del cielo.

Ma ecco che tra questo tripudio di colori che brillano baciati (si baciati, anche se è un’immagine un po’ retorica) dal sole tiepido di novembre si intravedono delle chiazze più scure, delle isole di … aghifoglie.

Chi è il proprietario di questo bosco?

E chi le ha piantate?

Mistero, ma… non importa.  Oppure sì.

E’ importante per me avere scoperto questo angolo di biodiversità in un bosco ormai invaso dalle essenze esotiche (Quercia rossa ma anche Prunus serotina, Robinia).

PIno strobo

Il primo albero che mi viene incontro è un Pino Strobo:  ce ne sono altri,  alti, slanciati, con i corti aghi riuniti in ciuffetti di cinque e le pigne un po’ lasse, ricurve. (ecco come  riconoscere le conifere  dalle pigne: clicca qui)

In effetti anche lui è un nord-americano arrivato in Europa (Gran Bretagna) nel XVIII secolo e impiegato anche in Italia come pianta forestale a partire dalla prima metà del ‘900.

Ma se lo Strobo vive bene anche in pianura che ci faranno mai in questo bosco dei Larici? (Larix decidua)

Larix decidua

Sono loro, sì, non si può sbagliare; sono l’unica conifera europea che perde tutti gli aghi d’inverno e che in questa stagione si colora di giallo-oro.

Lui arriva da meno distante: l’Europa centrale e i Carpazi sono i suoi luoghi di origine (è un albero comunitario) ma in Italia, dove è presente su tutto l’arco alpino, è considerato un relitto glaciale.

Sceso infatti in pianura durante le glaciazioni, nel periodo successivo è salito di quota per non soffrire il caldo (come noi in queste ultime estati torride) tanto che lo troviamo fin sopra i 2.500 metri.

Questi devono essere esemplari davvero straordinari: non solo vivono in pianura ma hanno fatto amicizia con gli Strobi: cosa abbastanza inusuale per loro che temono la concorrenza di altre conifere.

Qualcuno però ce li deve aver portati così come  ha portato tre Abeti rossi.

Sono più piccoli, alti due-tre metri, totalmente sovrastati dai Larici e dagli Strobi, che li ricoprono con un mantello di aghi.

Qualcuno se ne deve essere sbarazzato, passate le feste,  dopo aver tolto le palline e le luci colorate, la stella di Natale.

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La linea elettrica apre uno squarcio di blu;  il sole illumina le foglie gialle di un acero.

Gli aceri sono amici delle querce rosse (almeno nei nostri boschi); non è raro crescano assieme.

Però che luogo strano, continuo a ripetermi mentre cammino su un tappeto di aghi nel sottobosco… assente.

 

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