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BETTY BOOP E L’INSETTO TIRABACI

Chlorophorus varius 1

Il tirabaci è un ciuffo di capelli appiattiti, come una virgola, sulla fronte o su una guancia.  Ogni tanto torna di moda ma lui se ne infischia  tanto ce l’ha nel suo codice genetico.

A proposito di tirabaci, famosi sono stati quelli di Betty Boop, cartone animato degli anni ’30 del secolo scorso che scimmiottava le “mise”  e la carica erotica delle “girls” degli ambienti jazz americani degli anni ’20:  le flappers.  Ma anche noi in Italia abbiamo i nostri begli esempi, maschili stavolta, ovvero il ricciolo tirabaci di Erminio Macario, inconfondibile “maschera” del cabaret anni ’50 e 60, ma anche molto altro.

Lui però Macario non l’ha conosciuto, e neanche Betty Boop:  li ha solo visti in televisione come tutti noi.

Però se li avesse incontrati sicuramente avrebbe chiesto i diritti d’autore.

E chi è costui?

Ma è il Chlorophorus varius, un insetto della famiglia dei Cerambicidi, coleotteri dalle lunghe antenne, che di tirabaci sulle “elitre” ne ha ben due e questo è uno dei suoi caratteri distintivi.

Chlorophorus varius 3Come altri insetti di questa famiglia è facile vederlo d’estate sui fiori  mentre la sua larva si nutre sulle piante di diverse specie di latifoglie e può impiegare per la metamorfosi anche due-tre anni.

Questa è la specie più comune in Italia ma di Chlorophorus nel mondo ce n’è una gran varietà. (qui alcune specie)

Beh lui non è proprio un insetto da “rivista”  non acchiappa per la sua simpatia o per le sue mossette allusive, gli ammiccamenti, però sui fiori delle apiacee (una carota selvatica in questo caso)  fa la sua porca figura.

Al limite può aspirare a finire tra le pagine di qualche giornale di settore come Airone, Oasis o, perchè no, sul National Geographic.

 

 

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SIGNORINA PATRIOTTICA

La neve l’ha sorpresa sul sagrato della chiesa senza ombrello e senza cappuccio, così adesso la sua chioma è bianca  e assieme alle foglie verdi e alle sue bacche rosse fanno un bel tricolore.

La photinia (Photinia X fraseri) è un arbusto sempreverde di origine austraiana e neozelandese e rappresenta l’ultimo grido in fatto di siepi anche per il bel colore rosso delle giovani foglie in primavera.

Dopo il ligustro, il lauroceraso e la pyracantha, adesso è lei al top. Potremmo paragonarla a una di quelle signorine alla moda che si solito ci immaginiamo indaffarate solo a fare shopping.

Oppure potremmo accostarla a quelle giovani donne che salutavano festose i soldati in partenza per la guerra  e che li abbracciavano forte al loro ritorno piangendo lacrime di gioia  o di dolore, quando il ritorno è dentro una bara.

Potremmo spingerci ancora piu in là immaginando la photinia andare in visita ai soldati al fronte per sollevare il loro morale: una Betty Boop del 2000.

No, gli unici contenti in questi giorni di gelo sono i merli che possono cibarsi delle sue bacche rosse così come dei frutti  delle altre siepi  (anche se un po’ “fané”) 

 ….  e in questi tempi di “bacche magre”  è davvero una bella fortuna!

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