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PAPAVERI, CARDI E CAVALLETTE

 

Strani abbinamenti, è vero.

Ma non devo dirvelo io. Ormai non ci si stupisce più di nulla.

Ovvero quello che stupisce (se ancora ne siamo capaci) è che dopo tanta pioggia, all’improvviso i campi si colorino di rosso. E’ come se quella fioritura tanto attesa l’avessimo data per persa.

Quello che stupisce (che può stupire) è però l’abbinamento papaveri acqua. Di solito li abbiamo sempre visti in ambienti aridi, negli incolti o come infestanti dentro ai campi di frumento.

Qui sulle sponde del Naviglio Vecchio, a poche centinaia di metri dalla derivazione del canale dal fiume Ticino, i papaveri crescono a pochi centimetri dall’acqua , creano un contrasto, loro così rossi, con il blu cristallino del cielo terso di questa mattina che si specchia nel canale.

Volete un altro abbinamento strano?

Eccolo qui:  papaveri e cavallette.

Di solito i papaveri sono nominati assieme ai fiordalisi (dei quali registriamo un grande ritorno) o assieme alle papere, come nella famosa canzone  dai doppi sensi fin troppo espliciti.

E invece qui di papere stamattina non se ne vedono.

Non so perchè la cavalletta sia saltata sul papavero (e chiaramente non ho fatto in tempo a chiederglielo) ma trovo che questo abbinamento di colore rosso-verde non sia niente male.

Vogliamo continuare?

Ah sì, perchè chi sono anche i cardi con le loro foglie spinose e con quei fiori fucsia che sembrano morbidi pennelli da barba.

Papaveri e cardi, nello stesso ambiente.  Non ci avevo mai fatto caso, ma c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

I cardi, a differenza dei papaveri attirano molte più specie di insetti.  I bombi sono da sempre amici dei cardi, forse per simpatia, perchè anche loro sono pelosi, ispidi

Bombo dei campi

ma ci sono anche le api del sudore (sweat bee) api selvatiche che non vivono in grandi colonie come le api domestiche (apis mellifera).

sweat bee

E infine ecco il classico abbinamento  fucsia e blu metallizzato perchè il nettare dei fiori di cardo non poteva non attirare anche un esemplare di Oedemera nobilis, un coleottero floricolo  che presenta  nel maschio un rigonfiamento dei femori delle zampe posteriori.

Oedemera nobilis (m)

Non chiedetemi perchè, non so neanche a quale palestra è iscritto, so solo che la femmina è molto più snella e longilinea.

A volte succede di vedere delle coppie così. L’ho detto: questo è un articolo di strani abbinamenti (accoppiamenti) perciò…

 

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TASHARRAFNA

 

Knautia arvensis e achillea rosa

Non capita tutti i giorni di fermarsi lungo il ciglio di una strada tra un campo di erba appena tagliata e la ferrovia.

A me non succedeva da un po’ di tempo; per questo è passato qualche minuto prima che la riconoscessi, che riconoscessi il suo fiore.

Lei è una mia vecchia amica, si chiama Andrena ( senza la I che altrimenti sarebbe Andreina);  il nome completo è Andrena Hattorfiana  ovvero Scabious bee.

Andrena hattorfiana

E’ un’ape solitaria che non vive in colonie come l’apis mellifera e costruisce il suo nido in gallerie nel terreno sabbioso.

E’ un’ape dai gusti difficili, infatti raccoglie il nettare solo dai fiori della famiglia delle scabiose  e qui, vedo, ci sono molte vedovine campestri (Knautia arversis).

Tasharrafna, le dico, piacere di incontrarti di nuovo.

Vieni, mi risponde, ti presento gli altri ospiti di questo pezzetto di prato.

Il primo che incontriamo è un coleottero floricolo, un cerambicide molto colorato che si chiamo Stictoleptura cordigera  (per i francesi ha il nome piu’ romantico di “Lepture porte coeur“) , la macchia nera tra le elitre rosso fuoco infatti può ricordare  un cuore.

Stictoleptura cordigera e Andrena hattorfiana

Tasharrafna, gli dico ma già la mia amica mi vuole presentare altri insetti.

I bombi si muovono freneticamente da una salvia a un ginestrino e non hanno tempo per i convenevoli.

Più calmo e luccicante poco più in là su un fiore di lattuga selvatica ecco un Cryptocephalus sericeus una cetonia in miniatura, solo che fa parte della famiglia dei Chrysomelidi, gran mangiatori metallizzati di foglie.

Cryptocephalus sericeus

Tasharrafna! provo a dire anche se non capisco dove ha ha la testa e gli occhi.

Vieni, mi dice Andrena, questa amica è davvero speciale.  Infatti non credo ai miei occhi. Si è proprio lei, una Bembecia chrysidiformis  ovvero Sesia dell’acetosa. Una farfalla travestita da vespa seguendo i più rigidi canoni del mimetismo batesiano.

Bembecia Chrysidiformis

Tasharrafna. Tasharrafna!  Piacere due volte.  Infatti è la prima volta che la incontro dal vivo.

Ma non è finita qui. Cosa mi aspetta ancora.

Fai finta di niente, mi dice Andrena, c’è una cavalletta che ci spia e là su quella foglia a scivolo una formica che corre via.

Qui però c’è un’altra mia amica eterea, diafana che quasi si sente una libellula. In realtà appartiene all’ordine dei Neuropteri  e si chiama Chrisoperla carnea o Crisopa comune. La sua larva è molto utile perchè è una grande divoratrice di afidi in concorrenza con le formiche  allevatrici e mungitrici degli afidi.

Chrisoperla carnea

(La formica l’ho vista, la crisopa anche ma gli afidi dove sono?)

Tasharrafna, mormoro sottovoce, per non rovinare le sue fragili ali, poi la mia amica Andrena mi porta su una spiga di avena selvatica e qui chi incontriamo?

Un amante del grano maturo e dei cereali in genere, un cantaride che gli scienziati hanno battezzato Rhagonycha fulva ma lui si fa chiamare più semplicemente scarabeo comune.

Rhagonycha fulva

Ha  elitre morbide quasi di velluto (come gli altri insetti della sua famiglia)  tanto che in tedesco viene chiamato Weichkäfer , ossia lo “scarafaggio soffice”. Gran divoratore anche lui di afidi e gran combattente  (ecco perchè gli anglofoni lo chiamano Red soldier).

Tasharrafna anche per te, ci mancherebbe.

Andrena, aspetta, ma …  non abbiamo ancora finito?

Questo è l’ultimo, prometto.  E’ un maschio, lo puoi capire delle zampe posteriori rigonfie, come i muscoli di un tipo palestrato.

E’ un cerambicide anche lui ma metallizzato infatti si chiama Oedemera nobilis e si nutre del nettare dei fiori.

Oedemera nobilis

Grazie Andrena, non immaginavo di trovare così tanta vita in un piccolo spazio come questo.

Shukran e alla prossima.

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Tasharrafna in arabo letteralmente “siamo onorati”, si pronuncia quando ci viene presentata una persona che non conosciamo,  equivale a “nice to meet you”,  piacere di conoscerti.