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GRASSE IN GIARDINO

Come ci sono finite nel mio giardino le grasse?

A vederle così tutte gonfie si direbbe che soffrono di ritenzione idrica.

Beh. sì, la ritenzione c’è ma in questo caso non è una malattia.

Qualcuno potrebbe dirmi che questo è un discorso del cactus e io rispondo:  Sì è vero ma è più una parodìa ovvero una Parodia Magnifica, un cactus venuto qui apposta dal Rio Grande do Sul, un cactus costoluto  (vedi foto) che in estate si adorna di fiori giallo limone.

Le grasse spesso si vestono a strati, le loro foglie formano rosette (con le immancabili spine) a volte sono anche macchiettate come questa Aloe aristata, pianta dei deserti africani che quando manca l’acqua si chiude come un nido di uccello e quando fiorisce mette i suoi fiori su uno stelo e li colora di rosso-arancio.

Le sue proprietà e i suoi usi in medicina e cosmetica sono come quelli dell’Aloe vera.

 

Ma le grasse sono anche rotonde, e chi se non loro; le Crassule per esempio hanno queste foglie tonde e carnose che danno una sensazione di morbidezza e di mitezza di carattere come la Pianta di giada ovvero Crassula ovata,  una pianta porta che porta soldi, dicono; peccato perchè io non ho notato cambiamenti nelle mie finanze.

Forse non è lei, forse è una specie affine. Del resto sono talmente tante le crassule che è difficile orientarsi  ma se volete potete provare qui:

http://www.lacasadellegrasse.it/crassula.html

Ah le grasse! Qualcuno pensa che siano ingombranti, esigenti, che abbiano bisogno di molte attenzioni, ma generalmente non è così, basta sapere come prenderle.

Come ci sono arrivate le grasse nel mio giardino?

Già, e vero, non ho ancora risposto.

La Parodia magnifica ha solo dovuto scavalcare la recinzione, grazie alle abili mani della mia vicina.

L’ Aloe aristata è un gentile regalo di scambisti (di piante) ad una sagra di paese.

La Crassula arriva dalla Liguria trasportata clandestinamente sotto forma di seme nel terreno del vaso di una palma.

E poi c’è lei, della famiglia dei Sedum, famiglia numerosissima di grasse molte delle quali con le foglie come chicchi di riso. (Ancora oggi i latinisti non mi h anno spiegato se “sedum” sta per seduto o sedato)

E’ un Sedum album, ovvero Borracina bianca,  portatami dal vento e che di giorno, quando le stelle in cielo si spengono, accende le sue mille stelle bianche.

 

IL CUSCINO DI TORO SEDUTO

Immagine 597

Tappeti morbidi e colorati, erbe sedute o striscianti, impossibile non vederle adesso, quando sono in piena fioritura.

Formano tappeti estesi che ci accompagnano nelle nostre passeggiate lungo i bordi delle strade, sui muretti, o aggrappati alle rocce.

Sono tutte della famiglia delle Crassulaceae, ovvero sono erbe grasse (notare le foglie carnose) e il loro atteggiamento poco eretto gli ha fatto guadagnare l’appellativo di Sedum (seduto).

Di Sedum nel mondo ne esistono circa 140 specie sparse un po’ in tutto l’emisfero boreale. In Italia 34 specie sono spontanee.

Sono piante perenni, non hanno bisogno di molta acqua, anzi preferiscono terreni aridi, calcarei, sono tappezzanti, si possono moltiplicare facilmente per talea, vantano numerosi incroci che hanno dato vita a nuove specie coltivate nei giardini.

Sedum acre
Sedum acre

La specie spontanea più diffusa e conosciuta è sicuramente il Sedum acre o Erba pignola conosciuta anche con altri nomi locali come ad esempio “Risetti” per la forma delle giovani foglie o anche Borracina acre.

Tutta la pianta ha un sapore aspro e irritante per le mucose ma come si fa a saperlo senza assaggiarla? Qualcuno deve averlo fatto no?

Perchè esiste un’altra specie il Sedum sexangulare che invece non ha sapore  e non è velenosa e infatti viene chiamata “Borracina insipida

Sedum sexangulare
Sedum sexangulare

La versione albina (ma è un altra specie) si chiama Sedum album (Album come quando andate a comperarlo dal cartolaio: cioè bianco, che a colorarlo ci pensate voi).  Non ho capito perchè la chiamano Pinocchiella e penso sia inutile chiederlo a Collodi  e forse neanche a Geppetto  (non è che stava preparando una sorella al suo burattino magari usando un tronco di Betulla?)

Sedum album - Pinocchiella
Sedum album – Pinocchiella
Sedum album
Sedum album

Va beh, ma non ci fermiamo qui l’Erba Pignola sarà anche acre, avrà le foglie come risetti ma è una regina, una Regina Gialla (o yellow queen) come questa specie coltivata con un fiore giallo del tutto simile alle specie spontanee.

sedum acre yellow queen
sedum acre yellow queen

(Ogni riferimento a regine vere o presunte è ovviamente materiale per i rotocalchi di gossip:  regina pignola, acre e vestita di giallo…. chi sarà? )

E la Borraccina arrossata?  No, non è che ha preso aria fredda in faccia, è proprio così lei, fiori e foglie. Il suo nome scientifico è Sedum rubens, e le rocce, le crepe dei muri sono i luoghi preferiti dove si “arrossa”.

No basta, tutte queste erbe sedute sono difficili da catalogare, accenno solo ad alcune altre specie particolari e molto coreografiche  come ad esempio il “ Coral carpet” tappeto di corallo, oppure il Sedum Palmeri, spesso coltivato anche in vaso, con le foglie a punte rosse, o, ancora il Sedum Hispanicum che forma tappeti dai colori cangianti.

A proposito di tipi seduti,  provate a pensare a Sitting Bull comodamente adagiato su un cuscinetto  di Sedum “Gold moss“.

Sedum gold moss
Sedum golden moss