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FUNGHI SCHIZZATI

E chissà perchè.

Sarà la frenesia della vita moderna?  Sarà quella stessa frenesia che obbliga migliaia (milioni?) di campesinos a coltivare campi di coca?

O sarà perchè lo scatto, quello buono, atletico, non quello da tic nervoso, è necessario alla sopravvivenza della specie?….

Lo schizophyllum commune è un fungo che cresce sia su legno morto che su legno delle piante vive di latifoglie.

Lo possiamo trovare quasi tutto l’anno e in quasi tutto il globo  (è un fungo cosmopolita.  Gli anglofoni lo chiamano Split Gill.

In realtà il suo nome deriva dal greco (schizo  = diviso, phylla = foglia)

in effetti nella la parte inferiore del fungo è divisa in tante piccole lamelle bianco-rosate e lo fanno assomigliare ad una conchiglia o a un ventaglio.

La parte superiore è biancastra e “pelosa” quasi di feltro e morbida come un fiocco di neve.

E’ un fungo molto elegante e scenografico ma non è assolutamente commestibile anche se non velenoso.

Alcuni studiosi affermano che le sue spore se inalate possono essere pericolose per soggetti immunodepressi.

Altri affermano che è un fungo con almeno 28.000 sessi diversi (cosa comune a molti altri funghi).

Così che non sa neanche cosa è l’ omofobia.  E neanche la schizofrenia.

Soprattutto se cresce vicino a un campo di camomilla.

 

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PICCOLI INNOCENTI FURFANTI

Non hanno la fascia nera sugli occhi per non farsi riconoscere, come la Banda Bassotti, non hanno neanche gli occhi, tanto meno le mani per estrarre la pistola e gridare: “Mani in alto!”…

Beh, adesso chiamarli furfanti è un po’ esagerato.

E’ vero arrivano furtivi, fanno il loro lavoro in silenzio come degli scassinatori esperti.

Sono i funghi saprofiti, che si nutrono cioè di legno morto, qualcuno li chiama “spazzini”, o con un termine più in voga ultimamente, “rottamatori”.

Tramete versicolor

Raccogliere immondizia, scomporre e riciclare sono concetti che loro conoscono benissimo, sono processi utili alla vita e alla civiltà (a meno che lo facciano le ecomafie).

Ecco, loro partono dal legno per arrivare a nuovo legno. Parafrasando la famosa canzone di Sergio Endrigo, per fare il legno ci vuole un fungo.

Così il legno morto, marcio, “mangiato e digerito” da questi funghi si trasforma in sali minerali, in elementi inorganici da cui le piante del bosco trarranno nuovo nutrimento.

E poi hanno un altro vantaggio, chi mai li coglierebbe per mangiarseli? (Oddio, forse di questa cosa non sono così sicuro)  così questi esemplari di Agaricus e di Tramete (versicolor) possono fare indisturbati il loro prezioso lavoro.

Perciò non invitateli ad una cena con delitto.

Loro sono sempre innocenti.

Agaricus

 

QUEL BLU… DIPINTO DI BLU

Le coq rouge dans la nuit - Marc Chagalle
Le coq rouge dans la nuit – Marc Chagalle

C’è sempre qualcosa di magico quando decidi di colorarti la faccia di blu, anche se poi pensi che un giorno così non torna mai più…

i puffi non li avevano ancora inventati (o scoperti) e il blu alle nostre latitudini è sempre stato, diversamente che per gli anglosassoni, un colore gioioso fatta eccezione per Paolo Conte e i pomeriggi troppo lunghi.

Però in quel caso il colore, a essere precisi, era azzurro.

E così in questo pomeriggio invernale l’unico colore blu che mi aspettavo di incontrare era quello del cielo.    Ma mi sbagliavo.

Si, mi sbagliavo perchè sul sentiero nel bosco tra rami spogli e tappeti di foglie secche, mezzo affogati nel fango e la neve quasi disciolta ecco affiorare dei frammenti di rami, dei pezzetti di legno di colore… BLU.

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Cosa sarà mai successo?

Mi guardo attorno  e non vedo barattoli di vernice; sarà stato qualche gnomo? Per ora non posso escludere nessuna ipotesi.

Se non è vernice potrebbe essere una reazione chimica naturale, o un fungo.

Ecco: esiste un fungo che solo dal nome potrebbe essere il maggior indiziato: si tratta del  Pulcherricius caeruleum,   (detto anche Parmasto, Terana, Cobalt crust) un fungo  che cresce su rami e tronchi di latifoglie a terra, espandendosi a macchia d’inchiostro piano piano sulla superficie.

Però no, non vedo quelle croste tipiche formate da questo fungo

E poi quello di questi legni è un colore strano, tra il blu e il verde smeraldo che ha imbevuto col suo cromatismo soprattutto l’alburno, ovvero gli strati più giovani del legno, immediatamente sotto la corteccia…

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Mmmmh, potrebbe trattarsi di un  ascomicete dal nome di Ceratocystis…  uno di quelli che chiamano funghi colorati del legno.

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Esistono due tipi di funghi del legno: i cromogeni e del marcimento.

I funghi cromogeni appartengono a quella categoria di funghi che producono alterazioni cromatiche del legno, sia superficiale che profonde.
I più diffusi sono i funghi dell’azzurramento che danno al legno una colorazione che varia dal grigio chiaro al blu nerastro (l’intensità del colore dipende dall’umidità del legno e dalla profondità degli strati infestati).
I funghi dell’azzurramento non modificano le caratteristiche meccaniche del legno (non viene distrutta la membrana cellulare) L’effetto cromatico è causato principalmente da due fattori:

  • da fenomeni ottici di diffrazione connessi alla presenza delle ife.
  • da ossidazioni del contenuto cellulare.

Il massimo sviluppo dei funghi dell’azzurramento avviene quando l’umidità del legno è compresa tra il 18% ed il 40%.

(da http://www.colorificiovicenza.com)

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Tra tutti questi funghi quello più tristemente noto è il Ceratocystis fimbriata o Cancro colorato del platano. E’ un ascomicete parassita molto contagioso, che si diffonde rapidamente da un albero all’altro e può distruggere rapidamente  interi viali alberati.

I Ceratocystis sono funghi che appartengono alla divisione degli Ascomycota che come  molti degli appartenenti agli Zygomycota e ai Deuteromycota possono essere classificati come “muffe”.

Solo legno ammuffito dunque?

legno-blu-copia

NO, mi rifiuto di crederlo, anche perchè c’era qualcosa di traslucido in quei legni, quasi fosforescente…

E se si trattasse di segnali lasciati nel bosco dai Na’vi di Avatar come fossero sassi di Pollicino?

Si, in fondo ero a un passo dal risolvere il mistero ma poi sono stato all’improvviso dal vento rapito…

 

 

LINGUA DI BUE

Fistulina epatica
Fistulina hepatica

Fistulina hepatica, ovvero lingua di bue. Un fungo dalla carne rossa che ricorda il fegato di un animale, dalla forma simile ad una lingua (di bue) ma anche reniforme o a mensola.

Bello da vedersi  con quel rosso perlato che spicca tra i toni pacati del sottobosco ma anche un po’ truce per quelle gocce di liquido rosso che escono quando lo tagli.

Immagine 137E’ facile incontrarlo anche perchè molto comune nel suo habitat: l’aspetto è più invitante quando da giovane si veste di toni rosso aranciati, toni  che scuriscono fino al rosso cupo con l’invecchiamento del fungo.

E’ classficato come fungo commestibile anche se io non lo consumo e del resto ha una fama diversificata anche nelle varie regioni italiane: in alcune è considerato una prelibatezza, in altre è praticamente ignorato.

Immagine 140E’ un fungo saprofita, cresce su ceppi di legno morto, ma anche parassita, cioè cresce su legno vivo e le sue piante preferite sono il castagno e la quercia.

Sulle piante vive trasmette una malattia, la carie bruna che si sviluppa molto lentamente rendendo il legno più rossiccio e resistente cosicchè questo fatto da possibile danno si trasforma in un aumentato valore del legno di quella pianta.

(Però bisognerebbe chiedere alla pianta se è contenta)

Fungo ricco di vitamina C  (soprattutto se consumato da crudo) ma dal sapore acidulo, non adatto a tutti i palati  e poi sulla commestibilità dei funghi bisogna sempre andare molto cauti.

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Ecco alcuni link per chi vuole approfondire:

http://www.funghiitaliani.it/?showtopic=15683

http://www.micoweb.it/fistulina-epatica.html

http://www.appuntidimicologia.com/2013/07/fistulina-hepatica.html