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FASHION BLOGGER

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foto by Andrea Facco

Spero la mia amica Antela non si offenda. In realtà lei mi è simpatica.

Le altre non so chi siano, non frequento i loro blog e quindi non posso neanche fare finta di essere un fan o un hater.

Non so se ci riuscirò mai ma mi piacerebbe se tra un giro per lo shopping e una aperi-cena, qualcuna venisse a fare un salto nel bosco.

E perchè mai una fashion blogger  invece che in Piazza Gae Aulenti dovrebbe andare in un ambiente così “ostile” e pieno di insidie ?

Beh intanto perchè la location per uno shooting è importante e poi perchè in questo periodo ci sono degli esseri meravigliosi, ispiratori di nuove tendenze, esempi di innegabile eleganza:

I FUNGHI.

Non ci credete?

E’ vero, per un fungo non c’è la possibilità di scegliere come vestirsi per uscire; il suo è un dress-code fisso (fissato dal suo DNA) ma c’è una costante: quasi sempre è obbligatorio il cappello.

Xerocomus badius
Xerocomus badius

Nelle belle giornate di sole può essere utile un cappello color camoscio (come il Xerocomus badius ovvero Castagnino) o di una tonalità più vivace, diciamo rosso ruggine come il Leccinum aurantiacum

Leccinumn auranticum
Leccinum aurantiacum

(Rossino)

suillus-granulatus
Suillus granulatus

Se piove però potete scegliere un bel gel naturale  effetto bava di lumaca  come per esempio il  Suillus Granulatus, per proteggere i capelli oppure potete optare per graziosi ombrellini.

 

Sì, sono arnesi poco trendy gli ombrelli ormai ma nel bosco il vintage ha ancora un suo charme prendete per esempio questi Higrocybe conica: non sembrano dei graziosi ombrellini rossi?

Credo che sarebbero ottimi, solo come guarnizione, anche sulle tartine di un brunch.

Hygrocybe conica
Hygrocybe conica

 

I funghi di solito seguono il mainstream, cercano di non differenziarsi troppo dalla massa, di confondersi con le foglie del sottobosco. giocano a nascondino forse per dare più soddisfazione a chi va a cercarli quando li trova.

Ma se siete anticonformisti ed eccentrici potete osare con questo rossetto deciso (e velenoso) della Russula emetica o con il violetto tenue e fluo della  Mycena rosea (un nome perfetto per un #trend topic).

Preferite il total white? Potete ispirarvi alla Amanita Citrina.

Se poi dovete andare ad una festa a tema tipo favole per bambini ecco l’outift rosso a pallini bianchi dell’Amanita muscaria o fungo di Biancaneve  o un abito scuro con pallini rosa carne creati da questa stilista  ascomicete (Nectria Cinnabarina) e ispirato ai sassolini della favola di Pollicino. Se invece vi è simpatico Shrek potete indossare il vistoso e mortale cappello verde dell’ Amanita phalloide.

Attenzione però agli accessori come gli anelli per esempio; no niente diamanti, smeraldi o bigiotteria ma solo anelli “bio” fatti da materiali assolutamente naturali e biodegradabili.

Nei funghi l’anello, si forma  da una membrana che protegge le spore e che si strappa, come una calza, quando il fungo cresce e il cappello da convesso diventa piatto lasciando trasparire un sottogonna plissettato (lamelle)  con nuances che vanno dal bianco (Clitocybe nebularisFungo della nebbia) al panna (Russula decipiens) al cioccolato come questo parente del Prataiolo che vive nei boschi (Agaricus sylvicola).

Il consiglio comunque è di indossare calzette bianche, fini, fino a sopra il ginocchio; con un paio di shorts  e uno spolverino creeranno un look molto sexy; sconsigliate invece le calzette rosse  anche per non sentirsi chiedere “Dove sei stata, cosa hai fatto mai…”

Ecco, il difficile è rispondere: “Sono stata in un bosco a farmi ispirare dai funghi”.

Al limite potete nascondere l’imbarazzo con un bel ventaglio.

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Tramete versicolor “green”

 

 

 

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ZOLFINO

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C’era una volta un funghetto dai colori vivaci (giallo-arancio) che gli scienziati avevano classificato come Hipholoma fasciculare  ma che tutti i cercatori di funghi chiamavano zolfino.

Zolfino non era solo nel bosco, cresceva assieme a tantissimi suoi fratelli, con mamma ifa e papà micelio.

Dal legno degli alberi ricavava tutto quello che gli serviva per crescere: acqua, sostanze minerali, sostanze organiche… e gli alberi suoi amici erano molti: il gelso, la robinia, il ciliegio tardivo, la farnia…

beh, amici fino ad un certo punto perchè lui è come quelle persone che continuano a chiederti soldi con la promessa di restituirli non si sa quando.

Immagine 232Sì, Zolfino e i suoi fratelli sono tossici e ogni tanto ne combinano qualcuna: fanno venire forti mal di pancia e un irresistibile bisogno di andare ad evaucare ad incauti raccoglitori che lo confondono con l’Armillaria mellea o chiodino buono mentre lui da sempre si è guadagnato l’appellativo di falso chiodino.

Per fortuna il suo odore sgradevole e il sapore molto amaro sono campanelli d’allarme che devono mettere in guardia chi presta un minimo di attenzione prima di consumare funghi.

Immagine 243Zolfino, così bello (ma non buono da mangiare) è un fungo “parassita”, si nutre attacandosi ad alberi vivi.

A volte questa cosa è capace di rovinare rapporti di una vita anzi un apparato radicale. Infatti lui (come altre specie di funghi) è capace di causare la carie bianca, una malattia che ha come effetto la graduale e progressiva degradazione dei tessuti legnosi degli alberi e degli arbusti vivi.

Ma Zolfino è anche un fungo “saprofita” cioè ricava sostentamento dal legno morto, dalle foglie e da tutte le sostanze organiche che trova sul terreno e le trasforma in elementi nutritivi per le gli alberi e le erbe: da fungo tossico diventa un prezioso alleato dell’ecosistema.

Allora se lo vedete nel bosco non strappatelo, non calpestatelo, non fategli del male: fate finta che sia un James Dean bello e dannato, che ha bisogno di vivere alla disperata ricerca di sè stesso.

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