Archivi tag: Lago di Varano

MARRONE

Ticino e incile Naviglio Grande

Qualcuno potrebbe pensare che è un colore triste.

Io penso di no, specie riflesso nelle acque dei fiumi, dei laghi, oppure accompagnato dall’azzurro del cielo, delle piume bianche dei cigni.

Lago di Comabbio
Cigni nel canneto

Guardate queste foto, scattate tutte in inverno, in momenti diversi.

Giornate limpide e senza neve, ugualmente belle che testimoniano la bellezza dell’inverno. (La natura che vive anche d’inverno)

Per ognuna potrei raccontare una storia, ma non adesso.

Un giorno forse lo farò.

Intanto Vi lascio  alle immagini   (e alle relative didascalie)

Questo slideshow richiede JavaScript.

MUCCHE DI LAGO

Se fossimo stati in Bretagna ci avrei potuto credere, ma qui non siamo a Finistère, anzi le terre continuano ben oltre la collina che si affaccia sul lago, vanno ben oltre le montagne svizzere innevate sullo sfondo.

Il padrone non c’era e quindi non ho potuto chiedere e data la mia poca attitudine con questi ruminanti non mi sono avvicinato di più per scoprire qualche altro dettaglio.

Di mucche con il mantello rosso ne esistono  di autoctone: la Varzese per esempio, originaria dell’Oltrepo’ pavese e delle colline tortonesi, che però, a me sembra non raggiunge toni così scuri di rosso; c’è poi la Reggiana, produttrice del latte da cui si ricava il famoso formaggio. Pare che  i Longobardi l’abbiano incontrata in Ungheria e l’abbiamo portata con sè  quando entrarono in Italia.

Mucca di razza Varzese

La Limousine (no, non la macchina) è tipicamente una razza francese, invece se vogliamo andare sulle rosse pezzate non possiamo dimenticare la bernese Simmenthal (sì, come la marca di carne in scatola).

Ecco, ma quelle mucche color frumento dalle lunghe corna che pascolano tranquille sul prato vista lago, non potrebbero essere delle “Froment du Léon“?

— – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

La froment du Léon è una razza bovina autoctona della Bretagna, originaria della zona costiera del nord (Finistère e Côtes-d’Armor) definita la “vacca per le signore”, per la sua docilità, o “vacca dei castelli”, perché era particolarmente apprezzata nei tempi passati dai castellani.

Il colore del manto è frumento, chiaro o scuro e a volte pezzato. Le corna sono rivolte verso l’alto.  La sua taglia può arrivare fino a 1,40 m. circa al garrese e il suo peso vivo medio è di circo 500 kg per le vacche e da 650 a 800 kg per i tori. La froment du Léon è molto docile, rustica e con grandi capacità di adattamento all’allevamento all’aria aperta.

Il suo latte è molto ricco e di grande qualità. Il contenuto di beta-carotene è all’origine del colore del burro detto “botton d’oro”, di colore pressoché arancione. Il forte tenore in acidi grassi e la grande quantità di globuli grossi donano un eccellente tenore di grasso. Il burro salato bretone è un prodotto consumato comunemente nell’Ovest. Si trova in ogni momento della giornata sul tavolo, la cucina e la pasticceria al burro fanno parte delle tradizioni culinarie bretoni.

Nel 1950 erano rimasti circa 25.000 capi, ridotti a 2.500 nel 1968 ma, nel 1978, si ritrovarono alcuni capi che permisero il salvataggio di questa razza: una quarantina di vacche e 4 tori. La popolazione attuale discende, infatti, dagli animali ritrovati nella regione del « Goëlo » situata a nord-ovest di Saint-Brieuc (Etables-sur-mer, Binic). Nel 1980 venne redatto lo standard di razza e oggi esistono 304 femmine divise tra 89 allevatori, di cui 4 sono allevatori e produttori professionali che lavorano secondo le tecniche tradizionali e vendono sui mercati locali e nei circuiti corti.

Nonostante il suo latte molto ricco e di grande qualità, ottimo per la caseificazione, non ci sono produzioni quantitativamente soddisfacenti secondo i criteri dell’agricoltura odierna. Il modello agricolo attuale, che impone agli allevatori troppi vincoli (PAC, sovvenzioni nazionali, ecc.), ha seriamente messo in crisi la sopravvivenza di questa razza locale strettamente legata al suo territorio e alla tradizione contadina e culinaria bretone.

Tratto da  Fondazioneslowfood.com

— – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

Suggestioni da una passeggiata sul Lago di Varano.