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IL VIBURNO DI COPPI

L’ultima curva,  prima del cartello… quella  curva che dopo una decina di chilometri di dolce e tortuosa salita spalanca davanti ai tuoi occhi un pugno di case affacciate a mezzogiorno alle montagne dell’appennino ligure; lontano ancora, eppure presente, il richiamo del mare.

E’ vero;  ogni volta mi emoziono ma non posso farci niente…è così.

Il cartello dice:  CASTELLANIA (adesso Castellania Coppi)

Certo, bisogna salire fin qui non da turisti, percorrere i sentieri di questi colli  tortonesi che già guardano all’Emilia e all’Oltrepò Pavese senza fretta… terre bianche argillose, patria di vitigni come il Croatina e il Freisa.

Serntiero e roverelle

Ma dove la zappa del contadino esita la vegetazione spontanea riprende il sopravvento  guidata dalla roverella; allora è possibile incontrare boschetti di frassino, olmi, a volte boscaglie rade dove dominano gli arbusti (biancospino, rose canine, prugnoli e peri servatici… e il viburno).

Perchè ho scelto proprio lui per raccontare l’emozione di questo viaggio non lo so. I miei sono sempre incontri non programmati, come quando ho incontrato quassù le orchidee.

Lantana viburnum

Lui, il viburno (Lantana viburnum) è un arbusto tipico della fascia collinare sia alpina che appenninica. E’ un tipo che ha bisogno di luce e di terreni calcarei, infatti cresce ai margini dei boschi ma poi si allarga: è una di quelle piante capace di colonizzare i terreni nudi e in questo molto utile per rinsaldare il terreno e diminuire il rischio frane.

Le sue infiorescenze bianche ad ombrello profumano l’aria primaverile e attirano gli insetti, i frutti rossi e neri a maturazione ne fanno una pianta ornamentale anche in autunno (attenzione però, sono velenosi) le foglie  ovali e pelose profondamente incise, non si lasciano molto spostare dal vento come quelle dei pioppi poco sopra di lui e neanche dal vento della bici di Fausto, quando sfrecciava su queste strade, garzone di salumeria, ignaro ancora del suo destino.

E forse Coppi era ignaro anche di sfiorare nella sua corsa i viburni (o forse no, lui figlio di contadini).

Così io, lentamente, camminando su questi sentieri, faccio miei non solo i ricordi ma anche questi alberi, questa terra, questa atmosfera.

(Ah, ecco, il titolo è sbagliato.  Il viburno non è di Coppi:  è il mio.)

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