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VERSO BAUCI

Allora è vero!    Il mondo sta meglio senza di noi.

Ce lo dice il satellite “Copernicus sentinel 5P satellite”  che l’11 marzo 2020 registra sul nord Italia una significativa diminuzione degli inquinanti atmosferici rispetto al 1 gennaio 2020 e questo in gran parte è dovuto alla diminuzione degli spostamenti e della produzione industriale  conseguente al decreto del governo per contenere il diffondersi del CORONA VIRUS.

Diminuzione inquinamento atmosferico dopo lockdown

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Allora forse aveva ragione Italo Calvino, avevano ragione gli abitanti di Bauci, una delle sue “città invisibili”.

Faremo anche noi così in futuro?

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Dopo aver marciato sette giorni attraverso boscaglie, chi va a Bauci non riesce a vederla ed è arrivato.

I sottili trampoli che s’alzano dal suolo a gran distanza l’uno dall’altro e si perdono sopra le nubi sostengono la città.

Ci si sale con scalette. A terra gli abitanti si mostrano di rado: hanno già tutto l’occorrente lassù e preferiscono non scendere. Nulla della città tocca il suolo tranne quelle lunghe gambe da fenicottero a cui si appoggia e, nelle giornate luminose, un’ombra traforata e angolosa che si disegna sul fogliame.

Tre ipotesi si dànno sugli abitanti di Bauci: che odino la Terra; che la rispettino al punto d’evitare ogni contatto; che la amino com’era prima di loro e con cannocchiali e telescopi puntati in giù non si stanchino di passarla in rassegna, foglia a foglia, sasso a sasso, formica per formica, contemplando affascinati la propria assenza.

 

da: Italo Calvino – Le città invisibili – Einaudi