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AZOTO FOSFORO E LENTICCHIE

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La ricetta è insolita, ammetto, niente a che vedere con quella classica che prevede il cotechino.  E’ insolita sì, ma ormai frequente, anche se non ho trovato in nessun blog di cucina come si fa a prepararla.

Va bene proverò a ricostruirla empiricamente.

Prima di tutto dovete procurarvi dell’acqua né troppo fredda, né troppo calda, diciamo tra i 20 e i 30 gradi (ah, l’acqua non deve essere gasata e neanche troppo agitata, diciamo che deve essere tranquilla, calma).

Aggiungete all’acqua un po’ di fosforo e di azoto (un bel po’; meglio abbondare che deficere per raggiungere più il fretta il risultato voluto).

E dove li andiamo a prendere?

La fonte più comoda sono i liquami degli allevamenti bovini e suini  ma anche alcuni fertilizzanti usati in agricoltura possono fare al caso nostro così come le acque in uscita dai depuratori.

Miscelate il tutto avvalendovi come contenitore di un fosso di irrigazione, di un canale di scolo, di uno stagno e poi lasciate che il vento porti lieviti, spore, cianobatteri che sviluppandosi faranno da brodo di cottura ovvero concime per i semi di Lemna minor L.   ovvero lenticchie d’acqua.

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L’effetto che si otterrà in breve è un tappeto verde brillante, simile a quello di un campo di calcio fatto di migliaia, milioni di lenticelle “appoggiate”fitte fitte sulla superficie dell’acqua così da nascondercela; ogni piccola lente grande pochi millimetri è dotata di una radice propria che succhia i nitrati e i nitriti (non quelli dei cavalli) dall’acqua come si fa con la cannuccia da un cocktail.

In questo senso possiamo considerarla anche come una pianta che depura le acque eutrofizzate.

Eutrofizzazione è una parola che vuol dire “ben nutrito” ovvero ricco di nutrienti ma che in questo caso ha assunto una valenza negativa.

Succede quando le sostanze nutritive in eccesso diventano inquinanti, alterano cioè l’equilibrio naturale di un corpo d’acqua.

Alghe unicellulari, fitoplancton, benton, fanno parte di quegli organismi invisibili a occhio nudo ma che rappresentano il primo anello di una catena alimentare destinata a modificarsi profondamente in conseguenza della presenza eccessiva di nutrienti come appunto il fosforo e l’azoto e i loro composti.

Il rapido e abnorme sviluppo e l’altrettanto rapida morte delle alghe e degli altri organismi vegetali, fanno diminuire l’ossigeno disciolto nell’acqua con la conseguente scomparsa di pesci e molluschi.

Allora mi dispiace, niente caciucco !

 

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