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FERIA D’AGOSTO

C’è un finocchio che mi guarda.

NO, forse sono io che guardo lui, o forse entrambe le cose.

Del resto non c’è nessun’altro.

Gli anziani che giocavano a carte sotto il portico se ne sono andati tutti, anche Maria, la barista, con la sua 126 rossa.

Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) con le sue ombrelle di fiori gialli, spunta da un’aiuola di ciliegi e oleandri, più in là, in mezzo al prato c’è perfino un banano.

Il pomeriggio è troppo azzurro (e lungo)…

Credo che questa canzone sarebbe piaciuta a Lana Del Rey.  Ma, a proposito, che fine ha fatto?   Non mi ha neanche baciato prima di andarsene.

Chissà che sapore aveva?  Forse quello di anice come le foglie di questa pianta gentile ma non è l’unico gusto di cui posso godere in questo pomeriggio d’estate.

Solanum pseudocapsicum

C’è anche un peperoncino,  un falso peperoncino direi (Solanum pseudocapsicum). Peccato che sia velenoso così che ha solo una funzione ornamentale come questo Liriope (Liriope muscari) dalle venature candide, come questa pianta grassa, un sedum rosa  (Sedum spectabile) che assieme completano una bordura “vintage”.

 

Forse un giorno andrò a leggermi il libro di Pavese che a dato il titolo a questo articolo ma adesso devo scappare da qui prima che arrivi il temporale.

 

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QUEL BLU… DIPINTO DI BLU

Le coq rouge dans la nuit - Marc Chagalle
Le coq rouge dans la nuit – Marc Chagalle

C’è sempre qualcosa di magico quando decidi di colorarti la faccia di blu, anche se poi pensi che un giorno così non torna mai più…

i puffi non li avevano ancora inventati (o scoperti) e il blu alle nostre latitudini è sempre stato, diversamente che per gli anglosassoni, un colore gioioso fatta eccezione per Paolo Conte e i pomeriggi troppo lunghi.

Però in quel caso il colore, a essere precisi, era azzurro.

E così in questo pomeriggio invernale l’unico colore blu che mi aspettavo di incontrare era quello del cielo.    Ma mi sbagliavo.

Si, mi sbagliavo perchè sul sentiero nel bosco tra rami spogli e tappeti di foglie secche, mezzo affogati nel fango e la neve quasi disciolta ecco affiorare dei frammenti di rami, dei pezzetti di legno di colore… BLU.

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Cosa sarà mai successo?

Mi guardo attorno  e non vedo barattoli di vernice; sarà stato qualche gnomo? Per ora non posso escludere nessuna ipotesi.

Se non è vernice potrebbe essere una reazione chimica naturale, o un fungo.

Ecco: esiste un fungo che solo dal nome potrebbe essere il maggior indiziato: si tratta del  Pulcherricius caeruleum,   (detto anche Parmasto, Terana, Cobalt crust) un fungo  che cresce su rami e tronchi di latifoglie a terra, espandendosi a macchia d’inchiostro piano piano sulla superficie.

Però no, non vedo quelle croste tipiche formate da questo fungo

E poi quello di questi legni è un colore strano, tra il blu e il verde smeraldo che ha imbevuto col suo cromatismo soprattutto l’alburno, ovvero gli strati più giovani del legno, immediatamente sotto la corteccia…

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Mmmmh, potrebbe trattarsi di un  ascomicete dal nome di Ceratocystis…  uno di quelli che chiamano funghi colorati del legno.

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Esistono due tipi di funghi del legno: i cromogeni e del marcimento.

I funghi cromogeni appartengono a quella categoria di funghi che producono alterazioni cromatiche del legno, sia superficiale che profonde.
I più diffusi sono i funghi dell’azzurramento che danno al legno una colorazione che varia dal grigio chiaro al blu nerastro (l’intensità del colore dipende dall’umidità del legno e dalla profondità degli strati infestati).
I funghi dell’azzurramento non modificano le caratteristiche meccaniche del legno (non viene distrutta la membrana cellulare) L’effetto cromatico è causato principalmente da due fattori:

  • da fenomeni ottici di diffrazione connessi alla presenza delle ife.
  • da ossidazioni del contenuto cellulare.

Il massimo sviluppo dei funghi dell’azzurramento avviene quando l’umidità del legno è compresa tra il 18% ed il 40%.

(da http://www.colorificiovicenza.com)

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Tra tutti questi funghi quello più tristemente noto è il Ceratocystis fimbriata o Cancro colorato del platano. E’ un ascomicete parassita molto contagioso, che si diffonde rapidamente da un albero all’altro e può distruggere rapidamente  interi viali alberati.

I Ceratocystis sono funghi che appartengono alla divisione degli Ascomycota che come  molti degli appartenenti agli Zygomycota e ai Deuteromycota possono essere classificati come “muffe”.

Solo legno ammuffito dunque?

legno-blu-copia

NO, mi rifiuto di crederlo, anche perchè c’era qualcosa di traslucido in quei legni, quasi fosforescente…

E se si trattasse di segnali lasciati nel bosco dai Na’vi di Avatar come fossero sassi di Pollicino?

Si, in fondo ero a un passo dal risolvere il mistero ma poi sono stato all’improvviso dal vento rapito…