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CALIFORNIANO CIANOTICO

Ceanothus Thyrsiflorus repens

Certo che “californiano cianotico” è un bel paradosso, un ossimoro… no, un’iperbole no… insomma inventatevi voi un’altra figura retorica.

Ciò che non è retorico è la natura di questo blue blossom (fiore blu) anche se ancora sento a crederci che uno che viene dalla California sia cianotico…

Di questo Ceanothus thyrsiflorus repens ovvero Lillà della California, quello che balza subito aglio occhi è il colore blu/turchese dei suoi fiori riuniti in pannocchie, sono le sue piccole foglie coriacee, verde brillante e seghettate, è il portamento strisciante che fanno di questo arbusto delle Rhamnaceae una pianta particolarmente adatta alle bordure delle aiuole.

S. Maria del Monte (VA)

E proprio qui l’abbiamo trovato, dove tra l’altro non ce lo aspettavamo. Dalla California alle Alpi, anzi alle Prealpi e più esattamente quasi in cima alla via sacra delle Cappelle che conduce al Santuario di S. Maria del Monte.

Si’ in fondo ha un senso visto che questa pianta può resistere fino ai -5/-10 ° e quindi agli inverni italiani degli 800 metri di quota.

Ceanothus arboreus

Della stessa famiglia e zona d’origine il suo parente alberello (oddio, mica tanto alberello visto che può raggiungere anche i 10 metri di altezza) ovvero il Ceanothus arboreus, questo sì davvero somigliante al nostro Lillà.

Qui però non l’ho visto. Forse lo scoprirò per caso in una prossima passeggiata.

INVERSIONE

Inversione, voce del verbo inversare, fare, al contrario, contrariare, rendere di cattivo umore.

Come il nostro umore quando qui nella pianura siamo sepolti sotto strati di nebbia e smog. E quel qualcosa che si è inversato è prima di tutto la temperatura degli strati dell’atmosfera, più fredda in basso e più calda salendo di quota.

In meteorologia con il termine inversionetermica si indica un particolare fenomeno o condizione del profilo termico verticale dell’ atmosfera terrestre caratterizzata da un gradiente termico verticale invertito (ossia positivo) rispetto alla norma (negativo): in essa quindi la temperatura dello strato atmosferico coinvolto aumenta con la quota, anziché diminuire.

Inversione termica – Wikipedia

Allora è possibile salire su una collina e osservare la pianura sommersa dalla nebbia, scorgere città e paesi avvolti in veli biancastri, vedere spuntare le cime degli Appennini da una bianca fascia all’orizzonte… e anche andare in giro in maniche corte in pieno inverno.

Perchè?

Quelli bravi dicono che dipende dall’irraggiamento del calore dalla superficie del terreno che diminuisce molto durante l’inverno e quindi le masse d’aria non salgono verso l’alto ma restano bloccate negli strati bassi; se a ciò si unisce la mancanza di vento e quindi alla dininuzione del rimescolamento dell’aria, ecco create le sitazioni ideali per questo fenomeno.

Ma noi qui, adesso, a parte essere sudati, possiamo stare ad ammirare paesaggi che ci ripagano dall’essere scappati dalla grigia pianura.

Lago Maggiore e Alpi
Montorfano e pianura verso Como
S. Maria del Monte

NEVE AL CAMPO DEI FIORI

Osservatorio astronomico Campo dei fiori e Monte Rosa

E’ un po’ che non ci vado. Poi d’inverno i fiori non ci sono. A volte non c’è neanche la neve.

Ho dei ricordi sfumati di quando mi sono arrampicato fino ai suoi 1.200 metri d’inverno.

Una volta per esempio abbiamo camminato nella neve alta e soffice che ci arrivava al ginocchio (un fuori pista suggerito da un amico per “accorciare” alcuni tornanti) Beh più che camminato siamo sprofondati con la tentazione quasi di buttarsi, di rotolare giù dal pendio, con la sola salvezza di un tronco di faggio a fermarci.

Poi ancora dalle Pizzelle alla vecchia stazione della funicolare sul ripido sentiero in ombra a spingersi da dietro per non scivolare sul ghiaccio , per poter rivedere S. Maria del Monte ancora tutti interi, Per arrivare sul piazzale Cadorna ad ammirare le montagne svizzere e le valli luinesi imbiancate.

S. Maria del Monte e via delle cappelle

No, quella volta all’osservatorio astronomico non ci siamo arrivati; peccato perchè lo spettacolo del Monte rosa sarebbe stato impagabile.

Un’altra volta volevamo raggiungere il Forte di Orino sulla ex strada militare ma era già tardi e quindi siamo tornati pattinando un po’ sul sentiero già abbondantemente calpestato da altri e senza bastoncini (il nordic-walking non era ancora così di moda)

Ma il sole che scendeva ci ha rivelato, come sempre quando il cielo è limpido, la sagoma inconfondibile del Monviso, con la sua forma triangolare che emerge dalla linea dell’orizzonte, laggiù a sud-ovest in fondo alla pianura.

Monviso dal Campo dei fiori.

Il “Campo dei fiori” non è più lo stesso, dopo gli incendi e le bufere di vento che hanno creato larghe ferite nei boschi lungo le sue pendici.

Ferite che si vedono benissimo dalla pianura adesso che c’è la neve. Accanto al triangolo bianco della Punta Paradiso, altri estesi fazzoletti di terreno, bianchi di neve, spiccano sul fianco della montagna.

Il Campo dei fiori però è ben lontano dal perdere il suo fascino, la prospettiva magnifica sui laghi e sulla metropoli milanese.

.. e i suoi fiori che rivedremo in primavera.

Intanto però il video qui sotto è spettacolare