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FERIA D’AGOSTO

C’è un finocchio che mi guarda.

NO, forse sono io che guardo lui, o forse entrambe le cose.

Del resto non c’è nessun’altro.

Gli anziani che giocavano a carte sotto il portico se ne sono andati tutti, anche Maria, la barista, con la sua 126 rossa.

Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) con le sue ombrelle di fiori gialli, spunta da un’aiuola di ciliegi e oleandri, più in là, in mezzo al prato c’è perfino un banano.

Il pomeriggio è troppo azzurro (e lungo)…

Credo che questa canzone sarebbe piaciuta a Lana Del Rey.  Ma, a proposito, che fine ha fatto?   Non mi ha neanche baciato prima di andarsene.

Chissà che sapore aveva?  Forse quello di anice come le foglie di questa pianta gentile ma non è l’unico gusto di cui posso godere in questo pomeriggio d’estate.

Solanum pseudocapsicum

C’è anche un peperoncino,  un falso peperoncino direi (Solanum pseudocapsicum). Peccato che sia velenoso così che ha solo una funzione ornamentale come questo Liriope (Liriope muscari) dalle venature candide, come questa pianta grassa, un sedum rosa  (Sedum spectabile) che assieme completano una bordura “vintage”.

 

Forse un giorno andrò a leggermi il libro di Pavese che a dato il titolo a questo articolo ma adesso devo scappare da qui prima che arrivi il temporale.

 

GRASSE IN GIARDINO

Come ci sono finite nel mio giardino le grasse?

A vederle così tutte gonfie si direbbe che soffrono di ritenzione idrica.

Beh. sì, la ritenzione c’è ma in questo caso non è una malattia.

Qualcuno potrebbe dirmi che questo è un discorso del cactus e io rispondo:  Sì è vero ma è più una parodìa ovvero una Parodia Magnifica, un cactus venuto qui apposta dal Rio Grande do Sul, un cactus costoluto  (vedi foto) che in estate si adorna di fiori giallo limone.

Le grasse spesso si vestono a strati, le loro foglie formano rosette (con le immancabili spine) a volte sono anche macchiettate come questa Aloe aristata, pianta dei deserti africani che quando manca l’acqua si chiude come un nido di uccello e quando fiorisce mette i suoi fiori su uno stelo e li colora di rosso-arancio.

Le sue proprietà e i suoi usi in medicina e cosmetica sono come quelli dell’Aloe vera.

 

Ma le grasse sono anche rotonde, e chi se non loro; le Crassule per esempio hanno queste foglie tonde e carnose che danno una sensazione di morbidezza e di mitezza di carattere come la Pianta di giada ovvero Crassula ovata,  una pianta porta che porta soldi, dicono; peccato perchè io non ho notato cambiamenti nelle mie finanze.

Forse non è lei, forse è una specie affine. Del resto sono talmente tante le crassule che è difficile orientarsi  ma se volete potete provare qui:

http://www.lacasadellegrasse.it/crassula.html

Ah le grasse! Qualcuno pensa che siano ingombranti, esigenti, che abbiano bisogno di molte attenzioni, ma generalmente non è così, basta sapere come prenderle.

Come ci sono arrivate le grasse nel mio giardino?

Già, e vero, non ho ancora risposto.

La Parodia magnifica ha solo dovuto scavalcare la recinzione, grazie alle abili mani della mia vicina.

L’ Aloe aristata è un gentile regalo di scambisti (di piante) ad una sagra di paese.

La Crassula arriva dalla Liguria trasportata clandestinamente sotto forma di seme nel terreno del vaso di una palma.

E poi c’è lei, della famiglia dei Sedum, famiglia numerosissima di grasse molte delle quali con le foglie come chicchi di riso. (Ancora oggi i latinisti non mi h anno spiegato se “sedum” sta per seduto o sedato)

E’ un Sedum album, ovvero Borracina bianca,  portatami dal vento e che di giorno, quando le stelle in cielo si spengono, accende le sue mille stelle bianche.