IL LURIDO

Boletus luridus - "Feré"
Boletus luridus – “Feré”

Luridus ovvero sporco.

Col tempo però il primo termine è diventato un superlativo del secondo.

Ovvero “lurido” è molto più che sporco.   Mia mamma quando da piccolo  rientravo in caso dopo un pomeriggio di giochi in cortile mi diceva spesso:  “Sei sporco lurido” .

Tanto che nessun detersivo che lava più bianco del bianco riusciva a rimediare.

Lurido in alcuni casi però assume anche una valenza morale negativa e non solo in campo sessuale ma anche negli affari e soprattutto nei rapporti con le persone.

Il colore a cui si associa “lurido” è un colore scuro perché non ci verrebbe mai di chiamare così un mugnaio o un panettiere sporchi di farina, un falegname con i trucioli di legno nei capelli.

Semmai sono altri mestieri che, inevitabilmente, portano a ricoprirsi di una patina scura: sto pensando ai minatori, agli spazzacamini, ai ciclisti (quando corrono con la pioggia su strade di fango). Sto pensando ai fabbri.

Allora, tutto questo esercizio retorico per arrivare alla similitudine tra i fabbri e un fungo un porcino dal gambo rosso reticolato e dai tubuli rosso/arancio sotto un cappello color crema (anche se molto variabile nella tonalità) che gli scienziati chiamano “Boletus luridus” e a cui i cercatori di funghi della mia zona hanno dato il nome di “Feré“, ovvero fabbro.

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Boletus luridus

Questo nomignolo gli deriva dal fatto che la sua carne alla minima pressione, e quindi anche subito dopo la raccolta, diventa blu, facendo assumere al fungo un aspetto poco rassicurante, lo fanno sembrare sporco, anzi lurido, come un fabbro al termine della sua giornata attaccato al forno della sua officina.

Il Boletus luridus o Ferè è il capostipite della famiglia dei “Luridi” (no niente a che vedere con la famiglia Addams o con i Simpson) funghi dai tubuli rosso aranciato e una carne che diventa subito blu alla pressione o al taglio.

Ne fanno parte per esempio il il Boletus erytropus che come il Ferè è commestibile solo dopo cottura  e il temibile Boletus satanas che invece è fortemente tossico.

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Boletus erytropus

Ma c’è una caratteristica fondamentale che permette di riconoscere questo amante dei fabbri ed è il gambo dove sono presenti fitte linee rosse che formano un reticolo di losanghe allungate, insomma un fungo con le calze a rete.

E’ un fungo diffuso e comune in tutta Italia  anche se in molte zone non è apprezzato e quindi non viene raccolto.

E’ presente a volte anche in parecchi esemplari nei boschi di quercia, faggio, carpino in terreni calcarei o in boschi di conifere su terreni leggermente acidi; il periodo di raccolta è solitamente settembre-ottobre.

Attenzione però, se cercate nei boschi altri tipi di calze a rete a non passare voi per luridi.

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Boletus erytropus

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Per chi vuole approfondire:

http://www.funghiitaliani.it/index.php?showtopic=15037

 

 

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