Archivi categoria: insetti

CIMICE DEL CAVOLFIORE

Eurydema ventralis – Cimice del cavolfiore

Le brassicaceae hanno un sacco di fans e adesso anche di followers anche se non sono su twitter o su facebook.

Fanno parte di quei soggetti che non sono mai stati indie-rock o indie- pop. No loro hanno debuttato nella notte dei tempi ed erano già nel mainstream.

Cavoli, senape, cavolfiore e tutti i loro parenti hanno una schiera infinita di estimatori tanto che Monica Vitti ai tempi non potè non esclamare “Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti…”

Solo che questi fans spesso si trovano in conflitto tra loro e non per le date o per le locations;  il conflitto nasce spesso tra appartenenti al genere umano e altri esseri viventi, in primis gli insetti.

Bruco di cavolaia

In prima fila, proprio sotto il palco troviamo le cavolaie,che appena inizia il concerto iniziano a urlare e i loro bruchi sono così voraci che in breve il nostro eroe si ritrova con un sacco di strappi sui jeans (pardon sulle foglie larghe e rugose).

Ma è una fretta ingiustificata tanto la stagione è lunga e le date del tour sono tante se è vero che fanno tempo ad approfittarne anche le lumache (un raro esempio di flemma).

Ma i veri approfittatori sono le cimici in particolare la Eurydema ventralis ovvero Cimice del cavolfiore.  Loro sono maestre del “secondary ticket”infatti la prima generazione ha passato l’inverno e va ai primi concerti, quelli di primavera.

Dalle uova deposte nascono le cimici delle nuove generazioni che su consiglio dei padri vanno a vedersi i concerti dell’autunno, a sentire le vecchie hits del cavolo: ovviamente questo comporta un prezzo molto più alto, dobbiamo lottare duramente con loro se vogliamo anche noi gustare la sua dolcezza.

Le Cimici del cavolfiore si fanno riconoscere subito per la loro livrea rossa e nera e la forma a scudo, sono degli Emitteri  molto affettuosi, infatti gli lasciano certi succhiotti, ma anche tra di loro sono molto disinibite infatti è frequente osservarle mentre si accoppiano nella loro posizione preferita.

Accoppiamento cimici del cavolfiore

IL concerto è finito, il cavolfiore é esausto;  eppure ha ancora una sorpresa per noi (nonostante l’invadenza degli altri suoi followers): una palla bianca e soda, verde e a punta se verso Roma,  scura e meno densa se broccola al sud.

Certo che ai concerti del cavolfiore si incontra gente di tutti i tipi… sì perchè dimenticavo di dirvi che tra i suoi fans ci sono anche i maggiolini, le mosche del cavolo, gli afidi cerosi

Solo lei, la Eurydema ventralis però ha la maglietta “taggata”, solo lei può vantarsi di questo attributo.

Ci sarà un motivo?

Annunci

PUNTERUOLO POLVEROSO

Lixus pulverulentus – Foto GianLuigi Forin

Ogni scarrafone è bello a mamma sua (come dice la canzone) forse perché le mamme guardano con il cuore e poi, suvvia, cosa volete che sia quella lieve imperfezione, quel naso lungo lungo.

Se hai la bocca sulla punta del naso non c’è dubbio, sei un punteruolo e se il naso è nero sei una femmina.

( E’ questo il caso del Lixus pulverulentus,  un coleottero di 10-15 mm. naso ovvero rostro compreso,  appartenente alla famiglia del Curculionidi, meglio noti come punteruoli)

Accoppiamento Lixus pulverulentus – Foto GianLuigi Forin

La specie è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, dall’Europa al Nord Africa al Medio Oriente, nonché sulle coste atlantiche del Marocco e della penisola iberica e nelle isole Canarie.

Gli adulti solo fitofagi (quindi vegetariani): si nutrono soprattutto di foglie di asteracee (Cardi) e di malvaceae ma sono stati segnalati anche nelle coltivazioni di fave.

Il Lixus Pulverulentus fa parte di una famiglia molto estesa che conta migliaia di specie alcune di queste sono xilofage mangiano il legno, altre si nutrono delle radici, altre ancora di frutti.

Il “nostro” comunque non è una specie pericolosa per le fave.

La colorazione varia molto, si va dai colori mimetici con il terreno o con le foglie (questo Lixus è pulverulentus  a causa di una polverina gialla che gli ricopre tutto il corpo) a colori sgargianti e metallizzati.

Tutti i punteruoli però hanno un “piccolo” difetto e cioè le femmine bucano i tessuti della pianta e dei frutti per deporvi le uova e le larve, cibandosi della pianta ospite, sono potenzialmente in grado di farla morire.

Insomma, brutto e dannoso il punteruolo: come si fa a volergli bene?

(ecco altri punteruoli)

Ma, amare qualcuno non voleva dire innamorarsi dei suoi difetti, delle sue imperfezioni?  La bellezza in questo caso non dà garanzie di essere amati, anzi a volte è un ostacolo.

E allora qui scatta d’obbligo citare Pasternak quando diceva:

“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, che non hanno mai inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore, a loro non si è svelata la bellezza della vita”.

Ma questo vale anche per il temibile Punteruolo rosso delle palme?

Punteruolo Rosso – Rhynchophorus ferrugineus

TIPI DA SPIAGGIA

La “signorina pancia piatta” sta bevendo una bibita con la cannuccia seduta sotto l’ombrellone.

Poco più in là la “signorina vitino da vespa “sta sorseggiando una bibita che un bambino ha fatto cadere sulla sabbia, anzi no è un gelato liquefatto con conseguente pianto del bimbo e disappunto della madre che deve smettere di fare le parole crociate.

Mister bicipite tatuato” sta ascoltando con le cuffiette il suo cantante preferito nascosto dietro gli occhiali a specchio e la sua canottiera stile baywatch.

La signorina Ant invece sta facendo colazione con le briciole cadute dal panino del signor Mappamondo che è venuto a fare vedere a quanti centimetri di distanza si trova il suo ombelico dal baricentro.

La “signora protezione25” è appena scesa dalla “spider” gialla mentre un’altra spider, gialla e nera,  che di nome fa Argiope bruennichi, sta tessendo la sua tela in attesa di qualche moscone (sa bene lei che fine fargli fare).

Ma ecco scende la notte e si scatena la discoteca sulla spiaggia, quale occasione migliore per incontrare la Falena del Pancrazio?  Attenzione lei è Brithys non british quindi è inutile che le parliate in inglese.

Tra le dune e i falò c’è tutta una vita che si muove silenziosa, che aspetta che gli ultimi tiratardi si siano ritirati per incominciare ad arrotolare palle di sterco (per esempio)  come lo scarabeo stercorario.

Scarabeo stercorario

E intanto che aspettiamo che quelli che sono andati a letto al mattino si facciano rivedere in spiaggia al pomeriggio con ancora gli occhi assonnati, noi che siamo più sportivi ci possiamo divertire con il beach volley, le racchette, il volano…

Possiamo fare una corsa sulla spiaggia con la Cicindela  formosa… solo che vince sempre lei.  (No, non va così veloce per non scottarsi i piedi sulla sabbia rovente ma per catturare  le sue prede).

—————————————————

Ma dov’è finito Pancrazio?

Se ne sta là, in spiaggia con i piedi sotto la sabbia. La cosa strana è che rimane sempre bianco anche con tutto il sole che prende.

Parcratium maritimum L. – Giglio di mare

Sta parlando con Soldanella, le sta chiedendo: “Ma quest’anno non vengono le sue amiche Euphorbia e Ruchetta?  No la Calcatreppola lascia stare, non è che mi sta tanto simpatica”.

Infatti  la Calcatreppola è una tipa che non ha peli sulla lingua (e neanche altrove), in qualunque spiaggia vai la trovi, ma in fondo non fa male a nessuno con i suoi fiori azzurri che sembrano orecchini.

State attenti piuttosto al Lappolone (Xanthium italicum),  quello vi si appiccica dietro e non riuscite più a togliervelo di dosso.

Lappolone – Xanthium italicum

Per i più curiosi:

http://www.legambientepaestum.it/io_vivo_sulla_duna.html

https://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=31729

POMERIGGIO BOLLENTE

Fa così caldo che anche le zanzare non si fanno vedere in giro, finirebbero arroste nel giro di pochi secondi.

Gli altri animali se ne stanno sicuramente acquattati da qualche parte all’ombra o dentro le loro tane.

IL Succiacapre c’è sicuramente, nascosto su qualche albero,  ha ancora voce per far sentire il suo verso, il trillo continuo di un motorino di avviamento.

Se oggi non avverto il sibilo del biacco tra le sterpaglie forse è perchè anche lui è andato in piscina a fare visita alla sua amica dal collare (Natrix- natrix).

Certo questo sole è un bel carburante per le lucertole, che schizzano via tra i rovi come fosse una gimkana, anche per loro però ormai la lancetta dell’olio segna rosso…

E io? che ci faccio qui?  Potevo stare a casa a leggere un libro o a farmi una bella siesta e invece rischio ad ogni passo di perdere  un litro di sudore.

Scopro però che non ci sono solo io (no non sono i soliti che portano a spasso il cane  e che ogni tanto mettono il pericolo i miei calzoni, i miei polpacci; quelli escono più tardi, al calar del sole, o la mattina presto)

Ci sono in questa radura tappeti di timo e graminacee  e qualche vedova o vedovina (campestre) o Knautia arvensis.

Il colore delle vedove non è il nero (in questo caso) ma il violetto; e il violetto attira vedo, attira parecchio. Le uniche forme di vita che percepisco a 40° al sole sono insetti che le vanno a visitare.

Ecco allora una Sternurella bifasciata, un coleottero della famiglia dei cerambici (Long horn beetle, dicono gli anglofoni)  e poi un Chlorophorus trifasciatus, un altro coleottero floricolo e poco più in là un bellissimo esemplare maschio di Fritillaria (Melitea didyma) la parte superiore delle ali è di un arancio così intenso che ti fa venire voglia di una granita all’arancia.

Ma che ci fa la Didyma sulle Knautie?  Non preferiva le Veroniche  (Veronica persica) e le Centauree (Centaurium Erythraea )?

Anche le formiche preferiscono la dolcezza della Centaurea Eritrea (una genziana di pianura che ama gli ambienti aridi e soleggiati, direi che qui si trova benissimo).

Centaurea eritrea

E quel ciccione, cosa ci fa in giro?  Potrebbe sciogliersi da un momento all’altro.  NO, però lui è più furbo; infatti si sta sgranocchiando all’ombra un gambo di finocchio selvatico.

bruco di Macaone

PS: i semi del cardo aspettano solo una bava di vento per iniziare il loro viaggio.

DALLO STAGNO ALLE STELLE

Costellazione dello scorpione

Acque torbide e cieli limpidi, oppure sotto i sassi  o anfratti caldi e umidi.

Tutti posti dove possiamo trovarlo… o temerlo.

Il veleno è nella coda ma sono le sue zampe anteriori a forma di tenaglia il principale pericolo per le sue prede.

Stiamo parlando dello scorpione… degli scorpioni.

Lasciando perdere gli scorpioni africani, quelli dal veleno mortale e che hanno creato una fama sinistra a questo animale, possiamo trovare in Italia diversi tipi di scorpione.

Partiamo appunto dalle acque torbide degli stagni e delle paludi e qui troviamo un insetto dal corpo scuro lungo 1-2 cm con le caratteristiche tenaglie (che gli scienziati chiamano pedipalpi). Facile allora chiamarlo “scorpione d’acqua“.

Ma gli amici lo chiamano Nepa. Si proprio così lo chiamano:

– Ehi Nepa !!

Scorpione d’acqua (Nepa cinerea)

E’ un animale carnivoro che si nutre di molluschi, crostacei, piccoli pesci e anche larve di zanzare. Altra sua caratteristica è il “sifone respiratorio”, una specie di coda nella parte terminale dell’addome, che tiene fuori acqua  quando deve fare scorta di ossigeno, un po’ come i fuggitivi che si nascondono nelle paludi respirando con la cannuccia…

Altro fatto notevole: se lo stagno dovesse prosciugarsi o il cibo diventare scarso la nostra Nepa cinerea, non esita a volare via in cerca di un altro habitat favorevole.

E’ velenoso? No, ma la sua puntura un po’ di fastidio lo dà.

—————————————————————————

Lo scorpione di terra,  (Euscorpius italicus) si insomma quello classico, con la coda che si arriccia, quello che a noi fa tanta paura e che invece ha più timore lui di incontrarci, il veleno lui ce l’ha.

La sua puntura però ha in genere meno effetti di quella di un’ape.

Scorpione italiano (Euscorpius italicus)

Se vi punge però è perchè ve lo siete proprio andati a cercare,  gli avete dato la caccia testardamente sotto rocce di montagna o dei muretti a secco, avete cercato di stanarlo dalle tubature della doccia fino a provare a pestarlo a piedi nudi.

Lo scorpione, perfino lui, non è aggressivo se non viene disturbato, la puntura con il veleno è un’arma di difesa. Caccia con le tenaglie anteriori, di solito un pasto gli basta una settimana ma può stare a digiuno anche per lunghi periodi .

In Italia sono presenti 7 specie di scorpioni tutti del genere Euscorpius. Recentemente se n’è aggiunta un’altra, uno scorpione spagnolo (Buthus occitanus) di colore giallo (amarillo) leggermente più pericoloso  perchè la sua puntura può provocare febbre alta.

Altre info su http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Scorpioni.html

———————————————————-

E’ notte, lo scorpione, nel senso dell’Euscorpius italicus, esce furtivamente dal suo nascondiglio per cercare da mangiare ed ecco che incontra un altro scorpione, lassù, in cielo.

E’ una costellazione dello zodiaco che al 45° parallelo nord compare nei mesi estivi bassa sull’orizzonte.  Si trova tra la costellazione del sagittario e della bilancia. ma anche vicino al lupo e al serpente

La sua stella più luminosa è la rossa Antares (in arabo Calbalacrab),  Stella di magnitudo 1,07 e sedicesima stella più luminosa della volta celeste.

Chi per primo ha “visto” la forma di uno scorpione in questo gruppo di stelle?  Gli Egizi?  i Fenici? i Babilonesi?…

Non si sa con certezza, ma anche i greci contribuirono in seguito dando alle costellazioni i nomi di molti dei loro miti

https://www.astronomia.com/2012/07/23/atlantide-e-lorigine-delle-costellazioni/

Quanto al sole, ama transitare dalle parti dello scorpione più o meno tra il 23 ottobre e il 22 novembre.

—————————————————————

– Ehi Nepa, non dirci che sei nato sotto il segno dello scorpione.. ahahah !!  (bullismo di animali senza cellulare)

– No, ma se chiamo il mio amico “Buthus il giallo”,  ve lo faccio dire da lui…  paura eh ?

… storie di scorpioni neri, gialli, rossi, come Antares la gigante rossa della costellazione

Scorpioni d’acqua, di terra, di cielo…

CARNAVAL

br-rio-de-janeiro-carnaval-2012-mangueira-flickr-67

Rio, Venezia, Giappone… solo per citare i carnevali più celebri.

Giappone? perchè Giappone ? – direte voi;  ve lo spiego più avanti.

Il carnevale è un’esplosione di gioia, di esuberanza, di colori… e di maschere. Pare infatti che sia più facile comportarsi in maniera diversa, più disinvolta, se nascondiamo la nostra identità (i social insegnano).

Allora, vediamo.. quest’anno da cosa mi vesto?

Le maschere classiche tipo Arlecchino, Pulcinella sono un po’ in ribasso ultimamente, ma non nel mondo animale e soprattutto fra gli insetti.

Se la Pulcinella più famosa è quella di Napoli, subito dopo però viene la Pulcinella di mare  un uccello dalla faccia buffa che popola i mari e le coste dell’Atlantico settentrionale.

pulcinella-di-mare

Ma non dimenticherei neanche quella che ho ribattezzato “coccinella pulcinella” ovvero la Hyppodamia variegata  o coccinella dei campi. Guardate la mascherina nera orlata di bianco che ha sul pronoto (parte anteriore del torace).

Hippodamia variegata
Hippodamia variegata

E continuando su questo filone non possiamo certo trascurare la Coccinella Arlecchino  (Harmonia axyridis) coccinella di origine orientale ma ormai cosmopolita, anche perchè è diventata un flagello.

Introdotta come agente di lotta biologica sta eliminando con la sua voracità  non solo gli insetti nocivi ma anche le altre specie di coccinelle, sottraendo loro cibo ma anche mangiandosi le loro larve.

Però la varietà e la mutevolezza del colore delle sue elitre (ali anteriori): rosse a puntini neri, nere a puntini rossi, nere e gialle, oppure solo marroni… oltre a farla assomigliare alla  nostra amatissima maschera, rendono difficile a volte il riconoscimento;  indizio fondamentale, oltre alle dimensioni maggiori,  è la W  nera disegnata sul torace.

Passiamo ai ragni. E qui c’è una bella lotta tra il Philaeus Chrysops un ragno saltatore da agguato  chiamato anche ragno Arlecchino per i suoi colori (quelli del maschio)

e il  Salticus scenicus che di Arlecchino non ha i colori ma il comportamento.

E’ servitore di due padroni?

NO, solo che si comporta in modo diverso  se si sente osservato, recita come fosse un attore (scenicus), quindi non si limita a mascherarsi (righe bianche e nere come le zebre) ma si atteggia anche, assume un ruolo, un po’ come i cosplayer nei travestimenti dei manga giapponesi.

Salticus scenicus
Salticus scenicus

Un’altra categoria che vale la pena di essere citata è quella degli eroi mascherati a loro insaputa.

E’ il caso della Mosca batman  (Myatropa florea)  una mosca floricola che ha sul dorso il simbolo dell’uomo pipistrello,  e il Ragno Napoleone (Synaema globosum), altro ragno da agguato le cui epiche battaglie non si svolgono a Waterloo ma tra petali e corolle dei fiori di campagna.

Myathropa florea
Myathropa florea
Synaema globosum (ragno Napoleone)
Synaema globosum (ragno Napoleone)

Inutile dire che quello delle maschere “a loro insaputa” è un carnevale che dura tutto l’anno.

Ma, siccome a carnevale vale tutto,  possiamo prendere spunto anche dal  “mimetismo batesiano“: animali innocui che si vestono (colori, forme) con il vestito di altri più “feroci” o pericolosi.

Un esempio tra i tanti è la Mesembrina meridiana, una mosca travestita da bombo ovvero da suora, forse per via dei colori tanto che gli anglofoni la chiamano “noon fly“.

Mesembrina meridiana - Noon fly
Mesembrina meridiana – Noon fly

Proprio uno scherzo da prete,  anzi da suora.

O forse lei voleva solo iscriversi ai provini per il remake di “Sister act”.

sister-act-whoopi-goldberg

 

 

 

 

 

 

MARGHERITA NON LO SA

immagine-1068

Margherita non lo sa.

E’ inutile che continuate a torturarla, a strappargli i petali per scoprire se lui/lei vi ama o no.

Anche Alice non lo sapeva (non sapeva molto altro) ma almeno lei aveva i gatti da guardare.

Di gatti invece oggi neanche l’ombra.

Non c’è neanche la nebbia però quanto spazio e quanto verde in questo prato di fine settembre brulicante di vita a cominciare proprio  da lei Margherita (Leucanthemum vugare L.) solo che lei non se ne accorge perchè vi è totalmente immersa.

IL prato è un tripudio delle sue corolle bianche, dei suoi cuscinetti gialli fatti di fiori minuscoli, ma ci sono anche Bubbolini (Silene vulgaris), centauree, piantaggini, vedovine campestri… gialli fiori di cicorie.

E poi ci sono un sacco di piccoli esseri che si muovono discreti in questo mare d’erba.

no, cosa sono adesso non lo so, sono solo un uomo in cerca di me stesso, (cit. Mogol) e intanto che mi cerco, mi distraggo ad osservare questa vita minuscola eppure essenziale.

Una farfalla come il mio pensiero vola e va da un fiore all’altro: è una cavolaia, poi arrivano anche una Lathonia  e un Icaro maschio e poi ancora una Argo bronzo, ma è lontano, ho quasi paura che si perda.

Faccio un passo dentro il prato, giro in tondo, respiro e penso a te (non è vero, ma la canzone dice così).

In realtà sono concentrato sulle strane mosche che ancora girano su questi fiori, su una cimice che mi guarda di traverso, non so.

Ma io non ci sto più: non sono impazzito e neppure ho bevuto, solo che ci sono troppe gocce di rugiada attorno a me, ho tutto il bordo inferiore dei pantaloni bagnato.

La campagna è già sveglia e un po’ più in là la città dorme ancora, forse no, mentre il sole lentamente si fa strada tra la foschia: un’altra mattina di luce sarà.

————————————————————————

PS: Naturalmente non dite nulla a Margherita, non lo deve sapere, altrimenti poi lo va  a dire ad Alice.

Ah, non dite niente neanche anche agli autori dei testi delle due canzoni, pena la mia incolumità.