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DALLO STAGNO ALLE STELLE

Costellazione dello scorpione

Acque torbide e cieli limpidi, oppure sotto i sassi  o anfratti caldi e umidi.

Tutti posti dove possiamo trovarlo… o temerlo.

Il veleno è nella coda ma sono le sue zampe anteriori a forma di tenaglia il principale pericolo per le sue prede.

Stiamo parlando dello scorpione… degli scorpioni.

Lasciando perdere gli scorpioni africani, quelli dal veleno mortale e che hanno creato una fama sinistra a questo animale, possiamo trovare in Italia diversi tipi di scorpione.

Partiamo appunto dalle acque torbide degli stagni e delle paludi e qui troviamo un insetto dal corpo scuro lungo 1-2 cm con le caratteristiche tenaglie (che gli scienziati chiamano pedipalpi). Facile allora chiamarlo “scorpione d’acqua“.

Ma gli amici lo chiamano Nepa. Si proprio così lo chiamano:

– Ehi Nepa !!

Scorpione d’acqua (Nepa cinerea)

E’ un animale carnivoro che si nutre di molluschi, crostacei, piccoli pesci e anche larve di zanzare. Altra sua caratteristica è il “sifone respiratorio”, una specie di coda nella parte terminale dell’addome, che tiene fuori acqua  quando deve fare scorta di ossigeno, un po’ come i fuggitivi che si nascondono nelle paludi respirando con la cannuccia…

Altro fatto notevole: se lo stagno dovesse prosciugarsi o il cibo diventare scarso la nostra Nepa cinerea, non esita a volare via in cerca di un altro habitat favorevole.

E’ velenoso? No, ma la sua puntura un po’ di fastidio lo dà.

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Lo scorpione di terra,  (Euscorpius italicus) si insomma quello classico, con la coda che si arriccia, quello che a noi fa tanta paura e che invece ha più timore lui di incontrarci, il veleno lui ce l’ha.

La sua puntura però ha in genere meno effetti di quella di un’ape.

Scorpione italiano (Euscorpius italicus)

Se vi punge però è perchè ve lo siete proprio andati a cercare,  gli avete dato la caccia testardamente sotto rocce di montagna o dei muretti a secco, avete cercato di stanarlo dalle tubature della doccia fino a provare a pestarlo a piedi nudi.

Lo scorpione, perfino lui, non è aggressivo se non viene disturbato, la puntura con il veleno è un’arma di difesa. Caccia con le tenaglie anteriori, di solito un pasto gli basta una settimana ma può stare a digiuno anche per lunghi periodi .

In Italia sono presenti 7 specie di scorpioni tutti del genere Euscorpius. Recentemente se n’è aggiunta un’altra, uno scorpione spagnolo (Buthus occitanus) di colore giallo (amarillo) leggermente più pericoloso  perchè la sua puntura può provocare febbre alta.

Altre info su http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Scorpioni.html

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E’ notte, lo scorpione, nel senso dell’Euscorpius italicus, esce furtivamente dal suo nascondiglio per cercare da mangiare ed ecco che incontra un altro scorpione, lassù, in cielo.

E’ una costellazione dello zodiaco che al 45° parallelo nord compare nei mesi estivi bassa sull’orizzonte.  Si trova tra la costellazione del sagittario e della bilancia. ma anche vicino al lupo e al serpente

La sua stella più luminosa è la rossa Antares (in arabo Calbalacrab),  Stella di magnitudo 1,07 e sedicesima stella più luminosa della volta celeste.

Chi per primo ha “visto” la forma di uno scorpione in questo gruppo di stelle?  Gli Egizi?  i Fenici? i Babilonesi?…

Non si sa con certezza, ma anche i greci contribuirono in seguito dando alle costellazioni i nomi di molti dei loro miti

https://www.astronomia.com/2012/07/23/atlantide-e-lorigine-delle-costellazioni/

Quanto al sole, ama transitare dalle parti dello scorpione più o meno tra il 23 ottobre e il 22 novembre.

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– Ehi Nepa, non dirci che sei nato sotto il segno dello scorpione.. ahahah !!  (bullismo di animali senza cellulare)

– No, ma se chiamo il mio amico “Buthus il giallo”,  ve lo faccio dire da lui…  paura eh ?

… storie di scorpioni neri, gialli, rossi, come Antares la gigante rossa della costellazione

Scorpioni d’acqua, di terra, di cielo…

RAGNETTO TOMBAROLO

Phylaeus crysops

Ci siamo incontrati per caso, in un luogo insolito, anche perchè se ci fossimo dati appuntamento lì qualcuno avrebbe potuto pensarci coinvolti in affari loschi.

Messaggio in codice: ” Seconda fila a destra, campo B, granito nero con croce bianca…”

E invece lui non si aspettava certo di vedermi mentre portavo dei fiori su quella tomba… e nemmeno io.

Lui è uno dei ragni più belli d’Europa, è lungo 10 mm. e il suo morso non è velenoso; si chiama Philaues chrysops e non ruba dalle tombe: gli ho dato questo nomignolo solo per il posto dove l’ho visto.

Le temperature così alte di questi giorni hanno fatto sì che non sia ancora andato in letargo o, come dicono gli esperti  in diapausa invernale. 

E così me lo sono visto zampettare davanti.

Phylaeus crysops 2

Il zampettamento spesso è la fase prima del salto, la rincorsa che precede il balzo finale addosso alla preda. Infatti questo è uno dei più abili ragni saltatori.

Cattura prede piccole come moscerini avvicinandosi con circospezione e avventandosi fulmineamente contro con un’ultimo breve salto. Oppure  per catturare prede più grosse  fa una rincorsa di pochi passi (come per battere un rigore) e poi con un grande balzo conclude la sua opera.

Un vero pirata (anche senza Caraibi) infatti prima di saltare si lega con un filo di bava a un supporto fisso come fosse una corda per l’arrembaggio, anche per sicurezza nel caso il salto non andasse a buon fine.

Ah, quello delle foto è un maschio,  la femmina è tutta grigia e solo la striscia nera sull’addome la qualifica come consorte.

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Visto che non sono un esperto di ragni le informazioni di questo articolo le ho prese da qui:  http://forum.aracnofilia.org/topic/13368-philaeus-chrysops/

RAGNO PESCATORE

Dolomedes fimbriatus 1033

Ecco qui un ragno che mangia i pesci e non certo perchè gli interessino gli Omega3.

Lui si chiama Dolomedes fimbriatus ed è un ragno da agguato, uno di quei ragni cioè che non tessono la tela ma attendono la loro preda ben nascosti nella vegetazione e poi la catturano con un  balzo fulmineo  grazie anche alla loro grande sensibilità in grado di percepire qualsiasi minima vibrazione.

Ma l’altra particolarità di questo ragno e proprio quella di includere nella sua dieta anche piccoli pesci che cattura tuffandosi e riemergendo proprio come fa per esempio il Martin pescatore.

Si lo so che a molti i ragni fanno schifo. Ma tranquilli, questo non lo incontrerete tanto facilmente. Anzi dovete proprio andarlo a cercare. Infatti vive in ambienti umidi con acque ferme e molta vegetazione, una foresta acquatica molto congeniale alle sue abitudini alimentari (altro che supermercati!)

Pare anche se stia molto bene a galla e ogni tanto si fa una nuotatina mettendo in mostra le due bande color crema che corrono lungo i margini esterni di testa e addome.

Un ragno da agguato,  un ragno pescatore con le bretelle… e con un solco lungo il viso, come una specie di sorriso.

http://www.site.aracnofilia.org/

RAGNO CETRIOLO

Araniella cucurbitina

Che i ragni avessero a che fare con le cucurbitacee proprio non me lo aspettavo.

Mi devo ricredere però davanti ai nomi popolari di questo ragnetto verde, uno dei più comuni in Italia, ma innocuo.

Se qualcuno che non sopporta i ragni non si offende, direi che è proprio carino soprattutto quando se ne sta appeso a pancia in sù sulla sua ragnatela.

Visto invece in posizione normale  il suo addome verde con punti neri può in effetti richiamare la buccia di un cetriolo ma le similitudini non finiscono qui.

Infatti il suo nome scientifico è Araniella cucurbitina e questo a causa del fatto che quando se ne sta appeso (come nella foto) la striatura del suo addome e la macchia rossa alla sua estremità  richiamano alla mente una anguria.  Gli anglofoni non vanno tanto per il sottile e lo chiamano “Cucumber spider” .

Come succede spesso nei ragni la femmina è di taglia più grande del maschio:  9 mm. rispetto ai 5 mm.  di quest’ultimo. 

Mimetico, se ne sta aggrappato in quella posizione apparentemente scomoda,  sulla ragnatela sottile che tesse tra le foglie.   Il suo habitat sono i cespugli al limite dei boschi e delle strade di campagna dove costruisce anche i suoi nidi.

Allora:  cetriolo o anguria? E’ solo una questione di punti di vista (cioè se  lo vedo da sopra o da sotto)?   O è anche una questione di gusto?

A me i cetrioli piacciono e anche le angurie, ma farci un vestito per un ragno ancora non ci avevo pensato.

Ormai però ho capito che tutto è possibile;  chissà se esiste anche l’elefante-banana. 

 

 

CRONACA NERA (E GIALLA)

Ragno  Thomisus onustus che cattura un'ape
Ragno Thomisus onustus che cattura un’ape

Sul “Gazzettino delle sterpaglie” è apparsa questa notizia:

Oggi un’ape è stata catturata da un Thomisus onustus, un ragno che si nasconde mimetizzato sui fiori e uccide le sue prede quando si posano su di essi in cerca di polline.

L’ape che era con lei, miracolosamente sfuggita all’assalto ha riferito alle altre api: “Sorelle, ho una brutta notizia da darvi, Camilla una delle nostre valorose api bottinatrici è stata uccisa da un ragnaccio giallo che si era appostato vigliaccamente dietro un fiore di ranuncolo. Il cielo era azzurro e i fiori ondeggiavano al vento ma tra tutto quel giallo vegetale c’era anche un ragno giallo, un giallo animale che cattura le api gialle e nere e sazia la sua fame”.

La notizia è stata immediatamente ripresa dalle altre agenzie di stampa: Un noto entomologo così commenta l’accaduto sulle pagine del Corriere: “I ragni debbono pur vivere di qualcosa, i ragni mangiano anche prede più grosse di loro,  e lui, il Thomisus onustus è bravissimo, un vero campione di mimetismo perchè riesce a cambiare colore secondo il colore del fiore dove si apposta per catturare le sue prede”.

Ma in giro c’è aria di protesta, preoccupazione, anzi insofferenza;  L’agenzia Press People riferisce: “NO,  davvero, non se ne può più con questi teppisti che si appostano dietro un filo d’erba:  taccheggiano, rapinano, stuprano innocenti imenotteri intenti solo al loro dovere, se non si pone rimedio le api entrerenno in sciopero e allora addio miele”.

Ancora la testimonianza dell’ape operaia: “L’ho visto, ma non ho fatto in tempo ad avvisarla. Stavo volando su un prato di buglosse lì, vicino alla rotonda per Tornavento e il mio punto di osservazione era migliore del suo. Non potete capire il mio dolore quando l’ho vista cadere sotto quelle zampe pelose”.

Il settimanale  di approfondimento culturale Life nature fa le seguenti considerazioni: “Quante api muoiono ogni anno vittime dei ragni?  Non lo sappiamo. Ma forse ne muoiono di più a causa dell’inquinamento, della siccità, a causa dei parassiti che si introducono nelle loro arnie cibandosi di miele e delle loro ninfe.  I ragni sono il male minore, per loro vale la legge naturale della sopravvivenza”.

E da ultimo su “News delle news” ecco un titolo a sette colonne: OMICIDIO AL SOLE  

Ragno  Thomisus onustus uccide apis mellifera mentre stava raccogliendo il polline su un ranuncolo.

Dove sta la notizia?

Che una volta tanto non si parla di politica, di scandali, di calcio e di scommesse,  o di tutte queste cose assieme.

ARGIOPE BRUENNICHI

Chi è costui?

La prima assonanza che mi viene in mente è con Eleanor Rigbi, canzone dei Beatles del ’66.

No, troppo pop, forse il nome suggerisce qualcosa di più aristocratico tipo Rita Levi Montalcini….

no, troppo morbido; quel “Bruennichi” è  più duro, militaresco, quasi come  Carl von Clausewitz, grande stratega prussiano dell’ 800

Ma chi è infine costui?

E’ il ragno-zebra  chiamato comunemente così, con scarsa fantasia, per le striscie gialle e nere disegnate sull’addome della femmina.

Come in altre specie animali il maschio è di taglia più piccola e meno vistoso.

E’  un ragno tessitore di quelli che tessono pazientemente la tela e poi aspettano che qualche insetto ci finisca dentro, ama i luoghi assolati e caldi dove è presente in grandi colonie. Per fare la tela sceglie gli arbusti o anche le erbe basse.

Altra particolaritù è un filo a zig.zag al centro della tela più marcato e visibile, pare per segnalarne la presenza della tela agli uccelli affinchè  non la distruggano.

Io che sono un gran distruttore di tele di ragno perchè spesso percorro sentieri poco frequesntati faccio per primo il mea culpa e prometto che da ora starò più attento, specie dopo aver conosciuto il sig. Argiope Bruennichi (per gli amici ragno-zebra).

L’ho incontrato l’anno scorso lungo il Naviglio Vecchio, sulla sponda sinistra, quella più soleggiata, appunto, e quindi anche quest’anno sono andato a trovarlo.

Infatti eccolo lì all’altezza del secondo guado: uno, due, tre, quatto, cinque esemplari; uno sta pasteggiando con una recente preda, una mosca o qualcosa di simile.  Visto da qui è davvero un gran signore, sicuremente all’altezza del suo nome scintifico.

PS: Il ragno zebra non è aggressivo, e attacca l’uomo solo se viene disturbato; in tal caso il suo morso provoca bruciore e arrossamento della parte colpita, ma i suoi effetti svaniscono al massimo nell’arco di un giorno.

Una curiosità si ha nell’accoppiamento,  infatti quasi sempre le femmine di questi ragni uccidono i maschi ad accoppiamento avvenuto, a meno che questi ultimi non riescano a fuggire nel più breve tempo possibile.