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AURORA AL CAMPO DEI FIORI

Aurora dal Campo dei Fiori – Foto Andrea Vallini

No, non fatevi ingannare dalla foto,  anche se l’ho messa lì apposta per confondervi.

L’aurora di cui voglio parlarvi è un’altra cosa.

E’ qualcosa con le ali che quando vola non fa rumore, ma non è un aliante, pure se quassù e facile incontrarne.

E’ un paio d’ali screziate bianche e nere,  venate di verde; sono due macchie arancio che volano e quando le vedi volare capisci che sono di un maschio di una farfalle che si chiama Aurora (nome scientifico: Anthocharis cardamines)

Anthocharis cardamines (male)

– Ah ci siamo arrivati finalmente!  direte voi. – Quanto ancora volevi tenerci sulle spine?

Mah, più che sulle spine volevo tenervi occupati ad ammirare la foto dell’arco alpino baciato dai primi raggio del sole (presa in prestito)  intanto che pensavo come continuare.

Intanto che andavo a cercare i fiori di cui si nutre questa farfalla.

Mi dicono che il bruco si nutre, cresce e si sviluppa fino alla fase della crisalide su diverse specie di piante della famiglia delle Crucifere ovvero brassicacee tra cui l’Alliaria petiolata, la Lunaria annua e la Cardamine pratensis (da cui il nome della farfalla).

E’ una farfalla di piccole dimensioni 3,5- 4,5 cm di apertura alare, con una sola generazione primaverile; è diffusa in tutta Europa tranne che nelle regioni scandinave (Lì hanno già il sole di mezzanotte e quindi non serve).

Frequenta diversi ambienti: prati e pascoli, margini dei boschi, rive dei fiumi, radure fino ad una altitudine di 1700 metri,  quindi è facile vederla… quando uscite al mattino dalla discoteca.

No, scherzo, a quell’ora lei, la Anthocharis cardamines dorme ancora con le ali chiuse tra i fiori del cerfoglio dove si nasconde molto bene.

Anthocharis cardamines (female)

La femmina nella pagina superiore è bianca e nera, assomiglia molto a una cavolaia (sono cugine) e in ogni caso è molto mimetica.

Mi sfugge il motivo della vistosità del maschio. Eppure deve proprio essere quel colore ha farla identificare con il sorgere del sole.

Ecco, so che non ci crederete ma io ho visto davvero una Aurora al Campo dei fiori.

Invece l’Aurora dell’Etna mi manca.

Aurora dell’Etna (Anthocharis damone)

 

 

L’AMICO DI TUTTI

Coenonympha panphilus
Coenonympha panphilus

Se avete un panfilo  ovvero yacht, lussuosa imbarcazione da diporto, hai voglia!! …  tutti sono tuoi amici.

Sì perchè panfilo (dal greco pan = tutto e philos = amicizia) vuol dire amico di tutti.

Adesso si chiamano così solo le barche  ma c’è stato anche un personaggio del Decamerone di Boccaccio che si chiamava Panfilo e prima ancora un Panfilo che divenne Santo dopo che fu martirizzato a Cesarea assieme ad altri cristiani nel 309 d.c.

Niente a che vedere con un altro San Panfilo, vescovo e patrono di Sulmona in Abruzzo dove esiste anche un San Panfilo frazione del comune di Ocre nell’Aquilano.

Anche tra i romani Panfilo era un nome diffuso.

(Viene da chiedersi come mai nonostante tutti questi Panfili  ci sia così tanto odio nel mondo)

Ma Panfilo ovvero Coenonympha panphilus è anche una piccola farfalla dei Satyridi , apertura alare 28-33 mm. che popola i prati da marzo a ottobre. I bruchi si nutrono delle erbe (graminacee, poacee) e se ne vanno in letargo prima di dare vita in primavera ad una nuova generazione.

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Perchè questa farfallina si chiama così?  Perchè è molto socievole? perchè non litiga con nessuno, o perchè è molto generoso? (Va a sapere cosa passava per la testa a Linneo in quel momento)

http://www.photomazza.com/?Coenonympha-pamphilus&lang=it

Quello che sappiamo è che questa farfallina sopporta bene anche temperature fresche  e condizioni metereologiche avverse che gli permettono di svolazzare nei campi quando tutte le altre farfalle si guarderebbero bene dal farlo.

Per questo può avere fino a 4 generazioni all’anno.

La femmina di solito vola basso, schivando abilmente gli steli d’erba come in una gimkana, i maschi quando si incrociano iniziano schermaglie che li portano in voli verticali molto in alto.

Come il panfilo che naviga in alto mare.

Certo che la forbice semantica si è allargata molto se oggi chiamiamo con lo stesso nome una barca di lusso ed una umile farfallina dei prati.

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MOJITO BUTTERFLY

Mojito butterfly

Ma in quanti posti è stato Hemingway?

In Spagna durante la guerra civile, a sentire suonare le campane, e prima ancora sul fronte italiano durante la Prima guerra mondiale, a Parigi alla corte di Gertrude Stein, in Africa dove per poco non si ammazza cadendo con il suo aereo,  in mare aperto con la sua barca, da vecchio, ad ingaggiare una lotta di resistenza con un enorme pesce spada…

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Però quando voleva rilassarsi andava a trovare un suo caro amico Angel Martinez  alla Bodeguita del Medio all’Avana e qui amava bere un cocktail  inventato (dicono) da un barman creativo Atilio de la Fuente ovvero il  Mojito.

Come voi certamente saprete il Moijto è fatto con Rum bianco, lime, zucchero di canna e foglie di menta.

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Allora anche a Cuba cresce la menta!

Particolare secondario direte voi.

NO, non per questa storia;  se è vero che quando la menta fiorisce attira molti insetti: api, bombi, farfalle… tra queste ultime c’è una farfallina che non per niente gli inglesi chiamano Mint moth (Falena della menta) ma per estensione propongo di chiamarla anche con un altro nomignolo: “Mojito butterfly”.

Pyrausta aurata
Pyrausta aurata

IL suo nome scientifico è Pyrausta aurata ed è una piccola falena di 18-20 mm.  diffusa in tutta Europa che si muove anche di giorno a succhiare il nettare dei fiori di menta e a deporre uova sulla sua pianta preferita (da lei e dal suo bruco).

Il colore delle ali va dal bronzo al ramato, al porpora con macchie giallo oro (una per ogni ala).

Sua cugina, la Pyrausta purpuralis è molto simile nell’aspetto ma molte più macchie chiare sulle ali.

Entrambe hanno due generazioni all’anno mag/giu e luglio/agosto.

Poi la stagione turistica a Cuba finisce e tutti se ne tornano a casa: ricchi americani che riscoprono l’isola dopo l’embargo, nostalgici del Che, ex suonatori di bidoni di latta, cacciatori di sesso facile.

Chissà quanti dei frequentatori degli happy hours sui Navigli si ricordano ancora di lei.

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LA BRUTTINA STAGIONATA

Maniola jurtina (female)
Maniola jurtina (female)

Va beh, anche stavolta parto da un libro, quello di Carmen Covito di qualche anno fa. (La bruttina stagionata – Bompiani 1992)

E lei non potrebbe rappresentarlo meglio. Una farfalla marrone… un po’ scialba… con vaghe sfumature arancio e crema… e chi la guarda?

Certo, guardiamo prima le altre: le vanesse, le licene, forse anche certe falene diurne, poi per ultima lei… forse.  Forse non la degniamo neanche di quello sguardo.

Ripasso il mio archivio e mi accorgo che è rimasta “impigliata” in parecchie foto.

Sui rovi, sulla verga d’oro, sulle centauree….  Quasi sempre con le ali chiuse, con quell’occhio nero più grande nelle femmine.

Compie una sola generazione all’anno e vola generalmente da maggio a settembre deponendo le uova su diverse specie di graminacee. Il bruco mangia e poi va dormire. Un lungo sonno: si sveglierà solo l’anno prossimo per compiere la metamorfosi.

E qui sta l’inghippo, il triste inganno, il dramma finale di chi anche truccandosi all’inverosimile non riesce ad assomigliare a nessuna stella del cinema e continua a non piacersi, a credere di non piacere a nessuno e si auto convince che resterà zitella.

Che ne sarà della nostra Bridget Jones italiana?

Pare impossibile ma anche lei ha i suoi spasimanti, o meglio, molestatori… stalkers.

Quegli occhi neri sulle ali infatti servono alla Maniola jurtina  per disorientare gli uccelli che se la vorrebbero mangiare (un trucco che ha imparato dalle sue amiche più “fighe” (Vanessa Io,  Junonia  coenia, Junonia orithya,  Caligo eurilochus ovvero farfalla gufo…)

E’ una farfalla con un areale molto vasto  (infatti il mondo è pieno di bruttine stagionate, non come le modelle da rotocalco che le trovi solo sugli yacht dei miliardari) ed è comune in tutta Europa ma gli esperti ne hanno individuato due specie o sottospecie distinte:

La sottospecie Maniola jurtina jurtina, diffusa in Spagna, Francia, Nord Africa e Sardegna e la sottospecie Maniola jurtina janira distribuita dall’Italia all’Asia.  Sulle isole toscane e in Corsica vive una popolazione intermedia. La particolare distribuzione di questa sottospecie, dicono gli studiosi, conferma il legame tra le isole toscane e l’area sardo-corsa ed è considerata un modello per spiegare la biogeografia di molte specie di farfalle nell’area mediterranea. (da Il santuario delle farfalle).

Hai capito, anche la nostra jurtina ha trovato qualcuno che è riuscito a dare un senso alla sua esistenza….

Maniola jurtina (male)
Maniola jurtina (male)

E se il maschio è quasi completamente marrone, devo dire che invece la femmina, con le ali aperte in fondo non è così male.

Maniola jurtina (female)
Maniola jurtina female

 

 

 

 

 

 

 

… E PER LI CAMPI ESULTA

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Primavera è nell’aria… e per li campi esulta   dice il poeta  nel suo (Passero solitario).  Ricordo che a scuola provai a fare una parafrasi alla quale la prof non ebbe il coraggio di mettere l’insufficienza.

Odo gli augelli far festa (sì, questa è un’altra dello stesso autore, chiedo perdono) e se vogliamo baciare la rima potremmo dire che passata è la tempesta.

E i fiori che porta la donzelletta dalla campagna?  Vogliamo metterci pure lei?

Adesso il quadro è quasi completo.  Magari è pure sabato, nel villaggio (globale) anzi, non importa che giorno è, non importa neanche l’ora (tanto ormai siamo connessi 24 ore su 24) anzi no forse conserva ancora un senso l’alternanza giorno-notte.

Chi di voi non si è mai alzato per ascoltare il canto notturno degli  uccelli e quello dei pastori erranti dell’Asia?

Il picchio invece mi sveglia puntuale ogni mattina con il suo picchiettio, poi arrivano i merli e le tortore, gli storni… ultimo viene il corvo.

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E’ bastata una passeggiata in un bosco di biancospini per farmi delirare così?

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Ammetto che il suo profumo fruttato e amaro continua a rimanermi in testa anche adesso che sto scrivendo (di notte).

E oltre al suo profumo c’è ancora il gracidare dei rospi, le “risatine” dei tuffetti, il verso secco e acuto delle folaghe che fanno baruffa (come al solito) nello stagno.

E poi vogliamo parlare delle farfalle?

La primavera è nell’aria con loro ed esulta (eccome se esulta!) , se in poche centinaia di metri sono venute tutte a salutarmi.

Scusate, adesso ve le presento:

La vanessa del cardo che sverna come adulto è tra le prime a farsi vedere (ma dove sono i cardi?)

Vanessa del cardo - foto Gianluigi Forin
Vanessa del cardo – foto Gianluigi Forin

La cedronella o Gonepteryx rhamni, dallo spettacolare volo nuziale, con la sposa che preferisce il bianco (o giallo pallido) e il maschio un brillante giallo limone

Cedronella maschio - foto Paolo
Cedronella maschio – foto Paolo

La callophrys rubi  o Tecla del rovo ha deciso che aprile è il suo mese, infatti è verde come la primavera

Callophrys rubi
Callophrys rubi (Tecla del rovo)

IL Podalirio (Iphiclides podalirius) ama le rosacee e non si nasconde, del resto come farebbe con quella livrea sgargiante gialla e nera?

podalirio su melo
Podalirio su fiori di melo

La Inachis io o Vanessa Pavone  cerca di spaventarmi aprendo i suoi occhioni blu.

Inachis io
Inachis io (Vanessa pavone)

IL macaone non sta solo nei nostri giardini, ogni tanto va a farsi una “scampagnata”.

Macaone - Foto Gianluigi Forin
Macaone – Foto Gianluigi Forin

La Vanessa Atalanta o Vulcano che non va mai veramente in letargo è in giro già da un po’ e si chiede: come mai tutto questo sfarfallamento oggi?

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Vanessa atalanta (Vulcano)

La cavolaia dice:  E io che cavolo ne so?

cavolaia maggiore maschio
Pieris brassicae (Cavolaia maggiore)

Potremmo chiederlo a Silvia! Ma no, lei non rimembra, è risaputo.

Però, aspetta, non serve chiederglielo: basta guardare il riflesso dei suoi occhi ridenti e fuggitivi.

 

 

 

I TOPINI DELLA REGINA

Issoria Lathonia 1

Quando il cielo è più blu e il giallo è più giallo è facile andare per le campagne in bicicletta.

L’estate ormai conta i suoi ultimi giorni ma ancora è possibile fare incontri speciali; forse è questo giallo la chiave di tutto.

Intanto è quello che mi ha permesso di incontrare lei, la Regina di Spagna ovvero Queen of Spain fritillary ovvero Issoria Lathonia, una farfalla arancione similie a molte altre se non fosse per le ampie placche color madreperla che caratterizzano la parte inferiore delle ali.

La regina è venuta a fare visita ai suoi topini. 

NO, i topini non sono quelli delle fiabe o dei cartoni animati ma una asteracea americana che di nome fa “Topinambour” conosciuta da noi per il suo tubero dal delicato sapore di carciofo.

Come avranno fatto i topini a conquistare la regina?

Di certo hanno molte virtù: fanno bene ai diabetici e aiutano ad abbassare il colesterolo, ma questo alla regina non interessa, a lei piacciono di più i fiori (grandi margherite dal colore giallo carico) e il loro nettare.

Così come piace alla sua corte di licene Icaro,  alle api, ai bombi e a tutti gli altri insetti floricoli invitati per questa festa di fine estate.

Issoria Lathonia 2

vedi anche: https://sterpaglie.wordpress.com/2011/09/17/topini-al-burro/
e: https://sterpaglie.wordpress.com/2011/06/26/dio-salvi-la-regina-di-spagna/ 

 

 

 

FARFALLA UBRIACONA

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Incomincio dal nome così non ci penso più: quello scientifico è Charaxes jasius ma è comunemente conosciuta come “Ninfa del corbezzolo” con riferimento alla pianta di cui si nutre il suo bruco.

E’ una delle più belle e grandi farfalle italiane (apertura alare fino a 80 mm) e i colori, sgargianti ma anche mimetici, nell’ambiente dove vive,  sono quelli delle farfalle tropicali, anzi, se non la conosci, magari pensi che sia scappata da qualche “casa delle farfalle”.

La specie è diffusa nell’area costiera del bacino del Mediterraneo e nell’Africa subsahariana.
Il suo habitat tipico è la macchia mediterranea, fino a 700-800 metri d’altitudine

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Sono passati 10 anni, e 30 minuti di salita attraverso la macchia mediterranea, prima di rivederla, anzi ero sul punto di andarmene, deluso… poi dopo cespugli di ginepro, terebinto, mirto, erica arborea, lentisco… dopo essermi riposato un attimo all’ombra di lecci e ulivi ecco il primo indizio: cespugli di corbezzolo (Arbutus unedo) detto anche ciliegio di mare. Pochi secondi dopo ecco la mia speranza avverarsi…  proprio nel posto dove l’avevo avvistata per la prima volta.

Ah credo anche di aver indovinato il periodo giusto: quello della seconda generazione cioè fine agosto/inizio settembre, mentre la prima avviene in giugno/luglio.

Stavolta era un po’ indaffarata, stava infatti inseguendo, anzi scacciando, altre farfalle (macaoni e podaliri per lo più) perchè è una farfalla molto territoriale e non sopporta intrusi in quello che considera la sua area di influenza. 

Non trovate qualche somiglianza di comportamento con alcuni gruppi di persone appartenenti al genere umano?

Però lei non è un cattivo soggetto, anche se ha il vizio di bere; infatti se da bruco(molto particolare anche lui) è vegetariano, da farfalla ama molto le sostanze zuccherine e alcooliche dei frutti maturi, anzi è così attirata dagli effluvi del vino che basta metterne un bicchierino nella macchia dove abita per attirarla irresistibilmente.

Alcuni raccontano anche di aver diviso con lei l’aperitivo che stavano bevendo al bar in riva al mare anche se non ricordano il colore del costume

Insomma, visto che è una farfalla abbastanza rara, quasi quasi la segnalo agli “alcoolisti anonimi”.

Ninfa del corbezzolo by Paolo Risi
Charaxes Jasius by Paolo Risi